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Macerata: le sfide dell’alta formazione

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Ridurre la frammentarietà dell’offerta formativa di “terzo livello, creare una scuola superiore o di eccellenza: Luigi Lacchè, Prorettore vicario e delegato del rettore all’Alta formazione e attività didattiche post lauream, indica le prossime sfide dell’Università di Macerata in una video-intervista on-line sul sito www.unimc.it.
L’intervento del professor Lacchè, registrato e implementato dal Celfi (Centro per l’e-learning e la formazione a distanza), ha toccato diversi punti.

dall'Università di Macetata
www.unimc.it

Il rapporto con la formazione di base
L’alta formazione rappresenta un settore strategico per lo sviluppo dell’Università nel suo insieme e ovviamente anche del nostro Ateneo nell’ambito del proprio territorio. Non bisogna confinarla a quello che chiamiamo, forse in modo improprio, il “terzo livello”, dopo la formazione ordinaria di base, cioè le lauree triennali e specialistiche. Possiamo lavorare sull’alta formazione solo se abbiamo piena coscienza che essa è lo specifico del nostro lavoro a tutti i livelli. Questo ci permette di pensare all’alta formazione come naturale sviluppo della formazione di base.

Offerta e visione unitaria
Bisogna intervenire sulla formazione post‑lauream muovendo da un’impressione di frammentarietà dell’offerta e della sua comunicazione all’esterno. La delega prevede essenzialmente tre funzioni: monitoraggio coordinamento e programmazione. Sono le tre questioni cruciali.

Il monitoraggio perché dobbiamo essere in grado di conoscere meglio quello che facciamo, con una forte capacità non solo di osservazione, ma anche di intervento sul rapporto che deve esistere tra risorse impegnate e risultati ottenuti. Il coordinamento è il tema centrale: è necessario avere massima consapevolezza del fatto che l’alta formazione dovrebbe essere un sistema coerente formato da segmenti in grado di comunicare tra loro ed integrarsi, in misura maggiore di quanto non avvenga oggi. Infine, è fondamentale far percepire all’esterno qual è la complessiva offerta formativa del nostro Ateneo, anche in termini di programmazione.

I tre pilastri: scuola di dottorato, master e la sfida della scuola superiore
Bisogna andare verso la creazione di una rete formata da tre pilastri. Il primo è la scuola di dottorato, che ha cominciato a funzionare e deve acquistare crescente capacità operativa e autorevolezza. Il secondo pilastro è rappresentato da tutta l’offerta nel campo dei master e dei corsi di perfezionamento, che si è molto arricchita negli ultimi anni, indicando un numero crescente di percorsi di formazione altamente specialistica e professionalizzante, da affiancare a quelle scuole di specializzazione che già rappresentano da anni un punto di riferimento.

Il terzo pilastro è in realtà una sfida: creare a Macerata una scuola superiore che selezioni di anno in anno i migliori studenti per solo merito, senza altri criteri, creando per loro un vero percorso di eccellenza, secondo il modello normalista. Naturalmente, dobbiamo avere coscienza delle difficoltà e dei limiti, ma riteniamo di essere in grado di avviare un percorso di questo tipo. Nei prossimi mesi valuteremo la fattibilità del progetto, sia sotto il profilo del reperimento delle risorse che della forma istituzionale da individuare. Una scuola di questo genere potrebbe nel tempo funzionare da volano per l’intero settore dell’alta formazione. Il nostro bacino è rappresentano dai nostri studenti e dai nostri laureati, ma non dimentichiamo l’importanza della formazione continua e permanente in tutti i settori, sia del pubblico che del privato: su questo piano l’Università di Macerata può svolgere un ruolo certamente significativo come polo omogeno nella formazione e nella gestione delle risorse umane.

Le sedi
Questi ‘pilastri’ dovrebbero poter avere una sede fisica, per dare anche all’esterno il senso di un lavoro comune e immediatamente percepibile. Si pensa al momento di utilizzare Villa Cola, in attesa della disponibilità di Villa Lauri e dei nuovi collegi dell’ex Cras, dove impiantare la sede definitiva.

L’internazionalizzazione
L’alta formazione, infine, oggi è concepibile in maniera aperta e dinamica solo se immettiamo in essa forti elementi di internazionalizzazione, che deve essere vista come un elemento naturale. L’Ateneo è già fortemente impegnato in questa direzione e anche gli studenti si dimostrano sempre più consapevoli di questa necessità.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 gennaio 2007 - 1059 letture