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Sexy gate in Regione: partono le prime querele

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Non si placa la bufera che ha investito la Regione Marche dopo lo scandalo della stagita che sarebbe stata molestata da un assessore, denunciato dal sindacalista della Fiadel Leonello Lupi.

Il condizionale è d'obbligo dal momento che l'accusa avanzata dal coordinatore regionale del Csa, il coordinamento sindacale autonomo Regione e autonomie locali, non è al momento supportata da alcuna testimonianza, tanto più che Lupi finora si è rifiutato di fare i nomi, anche di fronte alla Magistratura che lo ha sentito come persona informata dei fatti.

In un biglietto di Natale inviato via mail a circa 7 mila dipendenti della Regione e di altri enti locali marchigiani, Lupi fa gli auguri a tutti "meno che ad un assessore che molesta le precarie in cerca di un prolungamento del contratto". Un'accusa gravissima per un fatto che risalirebbe al 2002 e che sarebbe stato confidato al sindacalista direttamente dalla vittima. Il fatto si sarebbe verificato in una delle stanze di Palazzo Raffaello, senza testimoni, e per questo la stagista all'epoca avrebbe deciso di non sporgere denuncia.

Una vicenda che rischia di ricadere con effetto boomerang sullo stesso Lupi che è stato querelato dall'assessore al lavoro Ugo Ascoli, che si è sentito chiamato in causa. Lo stesso assessore regionale, presente anche nella passata legislatura, ha querelato per calunnia e diffamazione anche Forza Italia.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 09 gennaio 2007 - 1365 letture