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Spacca illustra il protocollo tra Marche ed Emilia-Romagna

4' di lettura 30/11/-0001 -
Un esito dalle indicazioni chiare, che non si presta a interpretazioni, quello uscito dal referendum di ieri nell’Alta Valmarecchia.


dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Una questione che verrà ora esaminata dal Ministero degli Interni che, entro 60 giorni, deve presentare un disegno di legge al Parlamento e acquisire parere obbligatorio dei Consigli regionali di Marche e Emilia-Romagna.

Ma anche un’occasione per una riflessione più ampia, che riguarda le aree di confine di diverse regioni: ragion per cui è indispensabile che si acquisisca un pronunciamento del Governo e del Parlamento su questa questione.

Così il presidente della giunta Gian Mario Spacca , che ha riferito oggi in Consiglio regionale, all’indomani del voto referendario.

Il Presidente ha detto che le Marche, proprio in virtù della sua identità al plurale, si trova ad essere in alcune zone più vicina all’Umbria, in altre all’Abruzzo, in altre ancora all’Emilia-Romagna, appunto. E’ necessario lavorare perché vi sia attenzione a tutto il territorio, per affermare una identità comune, è quello a cui si sta lavorando, senza cancellare le differenze.

A questo proposito ha ricordato che non è un caso che la prima uscita della giunta regionale della legislatura è stata proprio in Valmarecchia, perché “avevamo percepito che c’erano richieste, venivano segnalati problemi, e la nostra volontà è sempre stata quella di non sottovalutarne nessuno.”

Ha anche detto che, al di là delle singole problematiche, c’è un humus culturale e amministrativo, che nel tempo ha avvicinato le popolazioni interessate al territorio della provincia di Rimini, distante pochi minuti.

A metà gennaio – ha ricordato - Regione Marche, Regione Emilia Romagna, Provincia di Pesaro-Urbino e Provincia di Rimini, firmeranno un Protocollo, predisposto da tempo, che dopo aver sottolineato che una parte dell’Alta Val Marecchia gravita prevalentemente per i rapporti di carattere economico, gestione dei bacini, servizi (in particolare sanitari e scolastici) e per le comunicazioni con il contiguo territorio riminese e cesenate, si è maturata la necessità di un “coordinamento e integrazione, nel governo e nel territorio, tra le due Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità interessate, un’esigenza che “non può essere ricercata nel distacco istituzionale e amministrativo dei Comuni dell’Alta Val Marecchia dalla Regione Marche e il loro passaggio all’Emilia-Romagna”.

Nel Protocollo – che il presidente ha illustrato - si fa riferimento a forme di collaborazione istituzionale, prevedendo specifici accordi tra amministrazioni. I temi principali sono diversi.

Quelli della Sanità con accordi tra zona 1 di Pesaro e Asl di Rimini, individuando l’ospedale di Rimini come riferimento per la popolazione residente nei Comuni dell’Alta Val Marecchia, con accordi di fornitura e in particolare per l’emergenza-urgenza. Anche, stipula di un accordo di confine tra le due Regioni sulla mobilità sanitaria, attivando anche un CUP integrato.

Ci sono poi i temi relativi all’assetto del territorio e infrastrutture, attraverso l’integrazione-adeguamento dei Piani territoriali di coordinamento delle Province con apposite misure per la Valmarecchia e il suo sviluppo. Interventi sulla SS 258; collegamento stradale tra l’Alta Valmarecchia e la Valle del Savio (e 45); miglioramento collegamenti tra la SS 258 e l’A/14, in riferimento ai due caselli di Rimini nord e Rimini sud, sia con la realizzazione di un nuovo casello autostradale all’interconnessione tra A/14 e Marecchiese o di svincolo sulla complanare di Rimini in corso di progettazione; cablaggio di tutta l’area.

Tutela dell’ambiente e valorizzazione delle risorse naturali, altro tema significativo, che prevede diversi interventi: dal progetto interregionale in materia di disciplina del ciclo integrato delle acque, alla regimazione del fiume Marecchia, alla gestione unitaria dei servizi di smaltimento e recupero dei rifiuti solidi urbani. Ambito di tutela interregionale del Marecchia; valorizzazione dell’Appennino; attenzione al territorio montano, in particolare sul fronte del dissesto idrogeologico; disciplina delle attività di manutenzione del fiume Marecchia, anche per il prelievo di materiale litoide.

Sviluppo e valorizzazione delle risorse turistiche e culturali, favorendo elementi di coordinamento (inserimento comuni della Valmarecchia nel sistema turistico della Provincia di Rimini, ad esempio), creando reti di beni culturali e di eventi.

Per dare attuazione al Protocollo si prevede l’istituzione di una Conferenza delle Autonomie della Valmarecchia, con modalità definite da un apposito allegato al Protocollo, che definisce: composizione, compiti, ufficio di presidenza, commissioni, modalità di convocazione.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 dicembre 2006 - 885 letture

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