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Ancona: respinti i ricorsi al Tar

2' di lettura 30/11/-0001 -
Il Tribunale Amministrativo delle Marche ha respinto i ricorsi presentati dall’Associazione pescatori “Grotte del Conero” e di un gruppo di “grottaroli”.

dal Comune di Ancona
www.comune.ancona.it


I ricorsi riguardavano due delibere del consiglio comunale, la n.140 del 2003 e la n.364 del 2004: la prima relativa alla programmazione -dal 2003 in avanti- delle modalità per sanare l’occupazione del suolo pubblico, la seconda riguardo alla “definizione dello stato patrimoniale delle aree su cui insistono le grotte del Passetto e dei criteri per il rilascio del titolo abilitativo al godimento del suolo e l’indennizzo per le occupazioni pregresse”.

Entrambi i ricorsi sono stati ritenuti non ammissibili per carenza di interesse da parte dei ricorrenti: la prima delibera, del 2003, aveva funzione programmatoria ed il Comune ha diritto ad esercitare questa funzione, la seconda interessava solo le grotte che insistono su suolo pubblico, quelle che l’Amministrazione ha ritenuto di sua titolarità (demaniale o patrimoniale) e sulla quale insistono le grotte abusivamente realizzate. Non ha invece imposto alcun obbligo agli occupanti o fruitori di quelle su aree di proprietà privata delle grotte o del suolo su cui insistono.

E’ stato accolto invece –per un vizio di forma- un terzo ricorso che riguarda un’ordinanza sindacale che interdiva nell’imminenza della stagione balneare l’accesso all’area nel tratto a sud dello scoglio del Trave fino al molo sud del cantiere navale per motivi di pubblica incolumità. L’ordinanza faceva riferimento ad una situazione “contigibile” ma secondo il Tar, in sostanza il pericolo di smottamenti non è contigibile , è perenne.

“La decisione del Tar- commentano il sindaco Fabio Sturani e l’assessore alle grotte, Roberto Stecconi- costituisce un ulteriore passo avanti nella soluzione del problema delle grotte confermando la legittimità delle procedure fin qui adottate dall’Amministrazione comunale, un riconoscimento utile anche in relazione alle cause in corso presso il Tribunale civile sull’uso capione. Da sottolineare che le cause che vedono coinvolto il Comune non sono iniziative di carattere “punitivo”, ma sono motivate dalla volontà di regolarizzare una situazione che si protraeva da tempo, restituendo dignità ai “grottaroli” ed ai cittadini la possibilità di fruire dell’area.” Da ricordare che la zona è anche allo studio nell’ambito del Piano delle spiagge per il quale in Comune ha incaricato un progettista.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 dicembre 2006 - 1022 letture

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