Aria più pulita con i materiali fotocatalitici

2' di lettura 30/11/-0001 -
“Una possibile rivoluzione nella lotta all’inquinamento atmosferico.” Lo ha detto il Commissario Europeo alla ricerca, Philippe Busquin esaltando i risultati delle sperimentazioni sui materiali fotocatalitici, che hanno un’azione degradativa di alcuni inquinanti dell’aria, come i microinquinanti organici (ad esempio il benzene) e gli ossidi di azoto (NOx), attraverso la fotocatalisi.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Un fenomeno naturale in cui una sostanza, detta fotocatalizzatore, modifica la velocità di una reazione chimica attraverso l'azione della luce.

L’assessorato regionale all’Ambiente ha deciso di avviare una sperimentazione in tal senso nella nostra regione, utilizzando i materiali fotocatalitici nella costruzione del tratto marchigiano della terza corsia della A 14. In sostanza, nell’ambito della procedura di V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale) del progetto Autostradale di realizzazione della 3a corsia della A14, il Servizio Ambiente e Difesa del suolo ha inserito tra le prescrizioni l’utilizzo dei materiali fotocatalitici in opere stradali come le barriere fonoassorbenti, spartitraffico autostradale tipo New-Jersey, pareti interne di gallerie, pavimentazione di tratti interni di gallerie. Il Ministero dell’Ambiente, nell’ambito del procedimento VIA nazionale ha ampliato il campo delle applicazioni anche ai muri di sostegno e di sottoscarpa.

Tra le prime in Italia, la Regione Marche ha raccolto le indicazioni del Ministero dell’Ambiente che, nelle Linee Guida del 1 aprile 2004 per l’utilizzo dei sistemi innovativi nelle valutazione di impatto ambientale, ha individuato i materiali fotocatalitici nell’ambito dei Sistemi e Tecnologie innovative per la mitigazione e abbattimento dell’inquinamento ambientale.

E’ già programmato un primo intervento sperimentale nel tratto periurbano di Senigallia della A 14, nel quale sarà dedicata particolare attenzione agli aspetti del monitoraggio, sui cui esiti si valuterà l’opportunità di possibili estensioni degli interventi non solo sulle infrastrutture. La localizzazione delle applicazioni e del monitoraggio sono definite da un tavolo tecnico ad hoc coordinato dal Dirigente del Servizio Ambiente e Difesa del Suolo e formato da tecnici regionali, tecnici dell’ARPAM, docenti della Università Politecnica delle Marche, tecnici della Società Autostrade per l’Italia.

Negli ultimi anni la ricerca è stata indirizzata verso l’impiego di questi materiali che per combattere l’inquinamento atmosferico sfruttano l'energia luminosa: i fotocatalizzatori inducono la formazione di reagenti fortemente ossidanti che sono in grado di decomporre le sostanze organiche e inorganiche presenti nell'atmosfera. Si favorisce così la più rapida decomposizione degli inquinanti presenti nell’ambiente, evitandone l'accumulo.

Si è partiti da studi in laboratorio e si è arrivati alle applicazioni reali in molteplici ambiti. A livello europeo si è da poco concluso uno studio finanziato dalla Comunità Europea ( progetto PICADA ) al quale hanno partecipato per l’Italia il CNR Milano e CTG di Italcementi Group.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 dicembre 2006 - 1154 letture

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