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Civitanova Marche: giornata dell'emigrazione

3' di lettura 30/11/-0001 -
L’emigrazione rappresenta un capitolo importante nella storia della città. Sono 1.804 i Civitanovesi che risiedono all’estero, molti dei quali partiti decenni addietro alla ricerca di un lavoro.

dal Comune di Civitanova Marche
www.comune.civitanova.mc.it


Ciò mentre appare in continua crescita il numero degli immigrati: quelli che risiedono a Civitanova sono oggi 2.451. Numeri che fotografano due realtà diverse eppure complementari. Li ha resi noti il sindaco Erminio Marinelli nel corso della undicesima “Giornata dell’emigrazione”, che si è svolta sabato pomeriggio in un affollato teatro “Cecchetti”. Un evento che il Comune organizza dal 1996 in collaborazione con le associazioni “Il ponte” di Macerata, “San Martin” di Civitanova e la Federazione marchigiana argentina allo scopo di mantenere vivo il legame con i concittadini che vivono all’estero insieme ai loro discendenti.

Per l’occasione sono intervenuti il vice presidente del Consiglio regionale Davide Favia, l’assessore provinciale Carla Monachesi e il sindaco di Esine (comune gemellato con Civitanova dal 1990, ndr) Fiorino Fenini. Molte le autorità presenti in sala. Ospiti d’onore, Osvaldo Montironi e Silvana Foresi, invitati dal Comune e arrivati nei giorni scorsi da San Martin insieme ai loro famigliari. Sono stati loro, quest’anno, a rappresentare i discendenti delle tante famiglie civitanovesi emigrate. Nel corso della serata la giornalista Paola Cecchini, autrice di diverse pubblicazioni dedicate al fenomeno emigrazione, ha presentato il suo lavoro dal titolo “Terra promessa – Il sogno argentino”, edito dalla Regione Marche.

Come ogni anno, sono stati raggiunti telefonicamente alcuni Civitanovesi che oggi vivono lontano: quest’anno è stata la volta di Marino Frattari, che risiede a Genk, in Belgio. Frattari ha 77 anni ed è l’unico minatore vivente di un nutrito gruppo di concittadini emigrati in Belgio per lavorare in miniera. Collegamenti via cavo anche con San Martin (Argentina), tramite Sandro Fioravanti e Mario Ercoli, e con Toronto, dove è stata contattata Gabriella Bedini. E’ invece saltato il previsto collegamento da Buenos Aires con la centenaria Ada Panichelli. L’emozione ha preso il sopravvento, impedendo alla “nonnina” di partecipare alla conversazione. Tra racconti e testimonianze, si è rivissuto un capitolo di storia comune a tanti civitanovesi.

Sul palco, per l’occasione, è stata posta una valigia contenente vecchi attrezzi da falegname appartenente a Livia Brillarelli, la cui famiglia è stata interessata dal fenomeno emigrazione. Un “simbolo” che ha contribuito a rendere più vivi i flash e i ricordi che hanno scandito la serata. Alla manifestazione era presente anche Mario Siciliano, vice presidente della Società operaia italiana di mutuo soccorso a San Martin, che si è esibito in alcune canzoni del repertorio napoletano accompagnato dalle voci di adulti e bambini del coro “Jubilate”. Al termine della manifestazione, in piazza XX settembre si è svolta la tradizionale cerimonia dell’illuminazione dell’abete natalizio donato dai “gemelli” di Esine. Accanto alle autorità locali erano presenti, in rappresentanza del comune lombardo, il sindaco Fenini, il vice Maria Della Noce, gli assessori Orietta Bianchi e Alessandro Federici e trenta rappresentanti della sezione dell’Avis, anch’essa gemellata con l’omonima associazione civitanovese.

Ieri, invece, nella chiesa di San Paolo di Civitanova Alta, è stata celebrata la messa dell’emigrante. Al termine della funzione, il parroco don Alberto Spito ha donato agli emigrati presenti un’immagine raffigurante San Marone, patrono della città. Alla cerimonia ha partecipato, in rappresentanza del Comune, anche l’assessore Marco Pipponzi.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 dicembre 2006 - 1846 letture

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