Ancona: un convegno per illustrare la riforma dei servizi sociali nelle Marche

5' di lettura 30/11/-0001 -
La legge di riordino dei servizi sociali in ambito regionale e le ricadute sui territori, tra i quali quello di Ancona, è oggetto di un convegno di studi dal titolo “La riforma dei servizi sociali nelle Marche- la situazione e le prospettive”, in programma nei giorni 14 e 15 novembre all’auditorium del Palazzo Aragostina della Facoltà di Medicina di Torrette.

dal Comune di Ancona
www.comune.ancona.it


La due giorni- cui hanno dato adesione scritta fino ad oggi oltre 250 soggetti pubblici, privati e associazioni (è possibile ancora aderire, telefonando ai n. 071.222.6115/2178) - è organizzata dal Comune attraverso l’assessorato alle politiche sociali e del Welfare, dal Dipartimento di Scienze sociali della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche e da una nuova associazione, l’ANOSS- Associazione nazionale operatori sociali e sociosanitari di cui è presedente nazionale Franco Pesaresi.

“Confidiamo che il convegno, che vedrà rappresentato pressoché ogni ambito del sociale, pubblico, privato, le cooperative- ha esordito nel presentare l’iniziativa oggi a Palazzo del Popolo, l’assessore alle Politiche sociali, Marida Burattini- possa essere l’occasione per rappresentare e dare voce complessivamente a tutte le istanze sociali del territorio. E’assolutamente necessario arrivare in tempi brevi ad una definizione dei diritti e dei criteri in cui si opera nei vari ambiti, per integrare tra loro la sanità ed il sociale. L’Amministrazione comunale di Ancona si prende l’impegno di svolgere un ruolo di stimolo nei confronti delle altre istituzioni , essendo fortemente motivata a realizzare azioni concrete in tempi rapidi”.

Il riferimento, rispetto al territorio comunale, è relativo in particolare a settori specifici al limite dell’emergenza, quali quello degli anziani e dell’accoglienza: il primo legato al ritmo di crescita della popolazione ultrasessantenne, che colloca Ancona ai vertici mondiali, non solo nazionali (con allungamento di 2 anni in più rispetto allo standard dei paesi occidentali), il secondo alla necessità di aumentare i servizi per accogliere minori, famiglie, profughi politici e altri ancora che arrivano nel capoluogo specialmente via mare, attraverso il porto. A questo proposito ha riferito ancora l’assessore: “Mi rendo conto che si batte sempre il tasto dolente delle risorse ma ritengo che la ripartizione dei fondi regionali debba tenere conto della situazione particolare del capoluogo marchigiano. Nell’incertezza è difficile attuare interventi, è necessario raccordarsi in maniera sistematica, effettuare verifiche per ottenere risultati più soddisfacenti. E la partecipazione dei cittadini- che sollecitiamo a questa iniziativa- è fondamentale perché quando si legifera, sono loro il target”.

Molti gli esperti che relazioneranno al convegno, che sarà aperto dopo gli interventi di sindaco e assessore dalla relazione di Paolo Mannucci, dirigente del Servizio Politiche sociali della Regione Marche, sulle politiche sociali perseguite dalla Regione Marche, e che presenterà anche dati nuovi: “nessuno sa esattamente quanto si spende per il sociale- ha affermato Pesaresi- e dalla relazione emergeranno numeri riferiti alle diverse aree del territorio.” Sviluppi importanti arriveranno dalle relazioni di Cinzia Castignani della CISL Marche sull’Isee (meccanismo di accesso agevolato ai servizi, basato non solo sul reddito) e sul finanziamento e la spesa , grazie all’intervento di M. Elena Tartari (Regione Marche) e Claudia Gianmarchi (Comune di Ancona). Nella giornata del 15 novembre spazio alle politiche specifiche: per gli anziani, con l’apporto del prof. Pavolini dell’Università Politecnica, per i disabili, per i minori, per l’emarginazione (queste ultime sviluppate da Riccardo Borini, coordinatore dell’ambito sociale di Jesi).

In chiusura, le prospettive del nuovo piano sociale regionale e l’intervento dell’assessore alle Politiche sociali della Regione Marche, Marco Amagliani. Al convegno ha dato un apporto rilevante l’ANOSS “che si è costituita di recente –ha puntualizzato Pesaresi- con l’obiettivo di creare un’organizzazione di operatori con base regionale che aggreghi tutti gli operatori sociali e sociosanitari con l’obiettivo di promuovere la cultura professionale degli operatori e lo sviluppo delle politiche sociali.”

Grazie anche alla legge 328 del 2000 – che ha avviato un processo di costruzione di un sistema organico di welfare locale- è aumentata la consapevolezza che l’intervento sociale e socio-sanitario deve costituire un elemento trainante per lo sviluppo locale. “ Insieme a questo- ha proseguito il presidente ANOSS- sta giungendo una attenzione nuova, che non è ancora un riconoscimento esplicito, al lavoro degli operatori del settore. Le nuove politiche del welfare fanno peraltro emergere nuovi modelli operativi, nuovi modi di lavorare (lavoro di strada, a domicilio, d’equipe) e nuove figure professionali con cui occorre confrontarsi. Tutto questo richiede che gli operatori scendano in campo e facciano sentire la loro voce e la loro opinione, che sui basa sulla professionalità e l’esperienza acquisite.

Anche per questo, l’appuntamento del 14 e 15 novembre alla facoltà di medicina, si presenta come un convegno di natura tecnica, ma anche politica, a sostegno del processo di riforma del welfare sociale e socio-sanitario.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 10 novembre 2006 - 1451 letture

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