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La Regione Marche interviene per la tutela delle risorse idriche

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Una normativa per tutelare la risorsa acqua, non già come merce, ma come un bene pubblico, accessibile e disponibile per tutti, da salvaguardare per le aspettative delle future generazioni”. Sono questi, secondo l’assessore Marco Amagliani, gli obiettivi della proposta di legge: “Disciplina delle risorse idriche”, che la Giunta regionale ha presentato in Consiglio per riformare la legislazione in vigore.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it

Disposizioni che semplificano – sottolinea Amagliani – l’organizzazione territoriale del servizio idrico, valorizzando il ruolo degli enti locali e prevedendo (prima normativa in Italia) l’affidamento della gestione del servizio esclusivamente a soggetti pubblici. La Regione individua, infatti, nel principio della solidarietà, lo strumento attraverso il quale garantire, sul piano tecnico ed economico, il soddisfacimento del fabbisogno idrico.

Promuove e tutela anche la valorizzazione delle risorse secondo criteri di razionalità, per favorire il risparmio, preservare i bacini idrogeologici e un patrimonio ambientale integro. L’organizzazione territoriale è articolata, poi, in Ambiti ottimali, per assicurare una gestione del servizio secondo criteri di efficienza ed economicità
”.

La proposta prevede l’abrogazione della legge 18/98, mantenendone comunque le disposizioni fondamentali e rimodulando solo le parti che riguardano l’organizzazione territoriale del settore. “All’assemblea dei sindaci e dei presidenti delle Province – spiega ancora l’assessore Amagliani – vengono affidate le decisioni fondamentali relative all’organizzazione del servizio, che verrà assicurato mediante convenzioni tra i Comuni e le Province, in sostituzione degli attuali Consorzi obbligatori”.

La necessità di rivedere l’assetto del servizio idrico integrato è stata sottolineata dalla Conferenza regionale delle autonomie, che ha esaminato favorevolmente la proposta di legge. Anche il Comitato d’intesa Regione, Anci, Upi, Uncem, Aiccre e Lega delle autonomie ha convenuto sulla necessità di rivedere la normativa.

Il testo predisposto riconferma i cinque ambiti territoriali ottimali (Ato) esistenti: Marche Nord (Pesaro e Urbino – 67 comuni), Marche Centro (Ancona – 45 comuni), Marche Centro (Macerata – 48 comuni), Marche Centro Sud (Fermano Maceratese – 27 comuni), Marche Sud (Ascoli Piceno e Fermo – 59 comuni).

La proposta della Giunta regionale indica le procedure per la stipula delle convenzioni tra gli enti locali. Nella determinazione delle quote di partecipazione, in particolare, si è scelto di riservare ai Comuni il novanta per cento dei voti e alle Province il restante dieci per cento. La Giunta regionale, inoltre, stabilisce il metodo per definire la tariffa del servizio idrico, previo parere della Commissione consiliare competente. In via transitoria, infine, l’Autorità d’ambito può affidare, per una sola volta, alle esistenti società miste pubblico privato, la gestione del servizio, dando quindi tempo alle medesime società di acquisire una dimensione totalmente pubblica, così da rendere univoca la gestione pubblica su tutto il territorio regionale.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 01 agosto 2006 - 1029 letture