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Ancona: in calo la produzione di grano

2' di lettura 30/11/-0001 -
In questi giorni si stanno ultimando le operazioni di mietitrebbiatura del grano duro, ma da una prima analisi emerge una situazione tuttaltro che confortevole per le aziende agricole: infatti, viene stimato un calo della produzione del 15-20% rispetto all’anno scorso.

dai Cia Prov.le Ancona


Tre le principali cause di tale diminuzione:
a) le intense piogge autunnali hanno costretto molte aziende a ritardare notevolmente la semina.
b) La non tempestività nella consegna delle bietole ha impedito a tante aziende di preparare il letto di semina nei tempi dovuti.
c) Terreni dove da vari anni viene ripetuta la coltura del grano (ristoppi), in modo particolare nelle zone collinari e,comunque, in ampie aree interne ove la notevole riduzione della bieticoltura ed anche il difetto di colture di rinnovo alternative hanno spesso obbligato gli agricoltori a riseminare il grano.

Altro aspetto fortemente negativo della attuale produzione granaria è anche la minor resa in proteine, incidente sulla qualità del prodotto, minor resa valutata attorno al 25-30% e provocata sia dallo sfavorevole andamento stagionale, sia dalla riduzione (per diminuire i costi) delle concimazioni azotate.

Le altre colture ancora in campo (bietole, mais, girasole) fino a due settimane fa presentavano una situazione di stress idrico - e facevano mal sperare -, ma le ultime piogge le hanno rinvigorite per cui per le stesse colture si possono preventivare produzioni di medio livello.

“Una situazione economica complessivamente non soddisfacente – osserva Evasio Sebastianelli, presidente prov/le CIA di Ancona – anche perché si aggiunge a precedenti annate precarie, aggravando così di fatto il forte calo di reddito delle aziende agricole”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 luglio 2006 - 1057 letture

In questo articolo si parla di agricoltura, ancona





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