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Il ruolo delle Province è fondamentale per le politiche del lavoro e non si disc

3' di lettura 30/11/-0001 -
Parola di Ministro. Il concetto è stato espresso, infatti, dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, intervenuto all’assemblea nazionale degli assessori alle Politiche del lavoro delle Province d’Italia, organizzata all’Abbadia di Fiastra dall’Upi e dall’Amministrazione provinciale di Macerata.

dalla Provincia di Macerata
www.provincia.macerata.it


Il buon funzionamento di una rete territoriale risulta centrale per tradurre capillarmente gli indirizzi del Governo in materia di lavoro – ha detto il ministro Damiano –. Tant’è che, senza questa rete, ben gestita finora dalle Province, ogni sforzo risulterebbe vano per raggiungere gli obiettivi programmati. La regia pubblica, dunque, anche se non esclusiva, risulta essenziale e insostituibile”.

L’Upi ha consegnato al ministro un documento con una serie di richieste, illustrate sinteticamente dall’assessore provinciale di Macerata, Carla Monachesi. Fra queste, la proposta di istituire un “tavolo tecnico” presso il ministero che, con la partecipazione anche di Regione e Province, svolga un ruolo di coordinamento nel settore delle politiche del lavoro. L’idea è piaciuta a Cesare Damiano: “Mi adopererò per metterla in pratica”, ha detto a chiusura del convegno.

Il ministro ha poi illustrato l’attività svolta dal Governo in questi primi mesi di lavoro e ha sottolineato che l’incontro dell’Abbadia “può ben rientrare nell’ambito della concertazione avviata con le parti sociali e le istituzioni”. Tre i termini attorno ai quali si sta muovendo l’azione governativa: rigore, sviluppo, equità. “In una fase così delicata per il nostro Paese – ha spiegato Damiano – il rigore è essenziale. Bisogna però guardare anche allo sviluppo, perché se non si produce ricchezza non si creano neppure le opportunità di lavoro.
Infine, occorre tener presente il concetto di equità, cioè il grado di distribuzione della ricchezza prodotta. Nella concertazione generale c’è da trovare la sintesi di questi tre elementi
”.

Infine, il ministro non ha nascosto il problema risorse e del personale precario dei Centri per l’impiego: “Sono questioni delicate che il Governo ha ereditato e di cui sono cosciente – ha detto – e che vanno affrontate. Cercheremo insieme di risolverle nel contesto economico più generale. E’ importante che il nuovo patto di stabilità tenga conto degli Enti virtuosi, affinché essi non siano messi sullo stesso piano di quelli che hanno dilapidato risorse”.

I lavori assembleari sono stati introdotti dal vice presidente della Provincia, Donato Caporalini, mentre prima delle conclusioni del ministro è stato il presidente nazionale dell’Upi, Fabio Melilli, a sottolineare il buon lavoro che le Provincce hanno svolto dal momento in cui sono state chiamate dalla legge a gestire questa materia. “Le ProvinceI – sono parole di Melilli – hanno dimostrato di essere non solo un punto di forza, ma anche un nodo d’equilibrio fra l’esigenza di non parcellizzare troppo sul territorio le funzioni nel campo del lavoro e della formazione e, al tempo stesso, di essere un punto di riferimento vicino agli utenti”.

All’assemblea hanno partecipato una sessantina di Province in rappresentanza della quasi totalità delle regioni italiane, da nord a sud: ad esempio, Biella, Varese, Udine oppure Palermo, Catanzaro, Bari e Crotone, passando per Napoli, Genova, Mantova e così via.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 luglio 2006 - 1019 letture

In questo articolo si parla di macerata, provincia di macerata





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