counter

Fermo pesca: per l'assessore Petrini vanno rivisti i metodi di applicazione

3' di lettura 30/11/-0001 -
A poche settimane dall’inizio del periodo di fermo pesca, che comporta l’applicazione di una serie di misure tecniche di interruzione della attività di pesca stabilite dallo stesso Governo nazionale, l’assessore regionale alla Pesca, Paolo Petrini, interviene anche a seguito delle polemiche sollevate sia tra gli operatori del settore che tra i consumatori e gli operatori del turismo. “Probabilmente – dichiara Petrini - questo è l’ultimo anno che il fermo pesca prende l’avvio senza un diretto coinvolgimento delle Regioni. Con l’entrata in vigore del nuovo Fondo Europeo per la Pesca (Fep), che per la prima volta prevede un cofinanziamento europeo per il fermo, dovranno essere ridiscussi a tavolino i principi per l’articolazione dello stop dell’attività di pesca, coinvolgendo la ricerca ma anche gli operatori economici della regione.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


Il fermo prevede nello specifico l’interruzione obbligatoria all’attività di pesca per 26 giorni consecutivi dal 31 luglio al 25 agosto da Trieste a Termoli; dal 7 agosto al primo settembre da Manfredonia a Bari; dal 4 al 18 settembre, da Brindisi a Imperia, stop obbligatorio più altri 12 giorni facoltativi per compartimento.

“Sin dalla sua istituzione nel 1988 – continua Petrini - il fermo biologico ha suscitato polemiche e opinioni discordanti sia fra i biologi della pesca che fra gli operatori del settore ittico. A livello scientifico il problema è che un periodo di interruzione unico non permette a tutte le specie di trarre il dovuto beneficio; alcune infatti si riproducono in periodi dell’anno o leggermente precedenti o del tutto diversi da quelli di riposo biologico. Per gli operatori economici del settore il problema principale è che il fermo limita il prelievo della risorsa nel periodo estivo in cui se ne riscontra la più alta richiesta in concomitanza con il maggiore afflusso turistico. Alla luce di quanto esposto, senza nulla togliere a una misura di tutela che ha prodotto risultati positivi nella conservazione degli stock ittici, forse è giunto il momento di riconsiderare i metodi di applicazione del fermo biologico”.

Secondo le considerazioni dell’assessore regionale alla Pesca, alla base di un cambiamento, dovrebbe esserci soprattutto un diverso approccio verso la gestione della risorsa ittica basato su un’interruzione differenziata per specie, per tecnica di pesca, per area geografica, distribuita su periodi di tempo diversi e più lunghi. “In tal modo – sostiene Petrini - sarebbe possibile ottenere tre risultati fondamentali: innanzitutto, la reale tutela della specie, limitando il prelievo degli animali in fase riproduttiva e di quelli giovani dalle aree di nursery; secondariamente, il fermo andrebbe a interessare gli operatori in modo differenziale; infine, non ci si troverebbe nel periodo estivo in una condizione di totale assenza di prodotto”.

Finora, l’attuazione del fermo biologico è stata appannaggio dell’amministrazione centrale che annualmente ha definito per ogni zona i periodi di interruzione. “A tale proposito – dice Petrini - anche i protagonisti coinvolti nella futura gestione dell’arresto temporaneo dovrebbero cambiare. Dal 1997 le competenze relative alle tematiche di pesca sono di fatto passate alle Regioni, pertanto sarebbe più logico che anche la misura dell’arresto temporaneo fosse gestita a livello locale. Il nuovo fondo europeo per la pesca (FEP) offre spunti interessanti in questo senso, in quanto c’è un intero asse che è orientato a sostenere i Gruppi d’Azione Costiera (GAC), i quali potrebbero in futuro partecipare attivamente, in collaborazione con le istituzioni regionali, alla definizione dei periodi di arresto.

In tal modo si otterrebbe un approccio propositivo di tipo “bottom-up” in grado di conciliare le diverse esigenze degli operatori locali con le più efficaci misure di tutela e gestione della risorsa”.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 luglio 2006 - 1175 letture

In questo articolo si parla di pesca, fermo, regione





logoEV
logoEV