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Fondi per la calamità all'agricoltura

3' di lettura 30/11/-0001 -
Sono stati deliberati dalla giunta regionale oltre 17,5 milioni di euro per le imprese agricole, destinati a riparare i danni subiti dall’agricoltura dall’eccezionale grandinata di aprile e dall’altrettanto dannosa siccità fra maggio e agosto del 2003. Allora furono colpiti in particolar modo i territori della provincia di Pesaro e Urbino e alcune zone dell’entroterra maceratese.

dalla Regione Marche
www.regione.marche.it


La denuncia fu presentata da centinaia di operatori agricoli ed imprenditori che perdettero interi raccolti e molti prodotti coltivati. Con l’elenco dei danni presentato, l’assessorato ha richiesto al MIPAF (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali) il risarcimento, caso per caso, come da procedure fissate “nei limiti dei contributi per gli interventi compensativi dei danni alle produzioni agricole e alle strutture assicurabili” causati appunto da “eccezionali avversità atmosferiche ed emergenze ambientali”.

Le calamità sopra indicate nell’anno 2003 in effetti risultarono rientrare negli eventi previsti dalla legge e quindi, il ministero predisponeva le risorse nel 2004, attingendo da due diverse fonti di bilancio dello Stato: una in conto capitale per complessivi euro 4 milioni e 695mila e l’altra con limite d’impegno quindicennale per singole annualità di euro 1 milione e 39mila. Altri 11 milioni e 767mila euro venivano poi iscritti nel bilancio di previsione 2005 alla voce “calamità naturali” in agricoltura.

Su proposta dell’assessore all’agricoltura, Paolo Petrini, le somme fino ad ora disponibili per i danni alle produzioni, pari a circa il 23% delle somme riconosciute, sono state integrate con le somme ulteriori derivanti dalla contrazione del mutuo per il limite dell’impegno quindicennale e quindi, l’importo complessivo da destinare ai danni alle colture è ora pari a € 6.054.252,27 ( circa il 30% del fabbisogno).

Subito è stata attivata la procedura per la liquidazione dei fondi in modo da ovviare ad altri ritardi e non venire meno alle aspettative dei diversi soggetti che attendono da tempo il risarcimento,seppure parziale, dei danni subiti. Il ritardo accumulatosi infatti per l’attivazione del mutuo è legato a problematiche del livello statale: di fatto la completa disponibilità dei relativi fondi a livello regionale si è concretizzata solo a partire dal mese di marzo dell’anno 2006, condizionando anche l’utilizzo di quelli già previsti per la perdita di produzione che si sperava, così come di fatto è avvenuto, di poter incrementare.

Dunque, complessivamente, la cifra da ripartire ammonta a 17milioni e 501mila euro che però si intendono a copertura di tutti gli eventi calamitosi della regione, quindi comprendenti anche le richieste fatte per le grandinate e le alluvioni sempre del 2003, anche dai territori colpiti dell’Ascolano e del Maceratese, oltre al Pesarese.

L’assessore Petrini, soddisfatto per l’approvazione dei finanziamenti, ha dichiarato che tali risorse devono poter essere considerate non solo un indennizzo per i danni che hanno colpito le aziende agricole ma soprattutto un incentivo a ripartire con slancio per tutelare e valorizzare la nostra agricoltura, spina dorsale e tradizione – ancora forte e sana – dell’economia marchigiana.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 luglio 2006 - 1006 letture

In questo articolo si parla di agricoltura, calamità