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Urbino: incontro con Diane Rehm, la più famosa conduttrice radiofonica americana

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Il 10 maggio 2006, si è tenuto un grande incontro per gli studenti del corso di laurea specialistica di editoria, media e giornalismo di Urbino, gli ha fatto visita Diane Rehm, conduttrice radiofonica della National Public Radio di Washigton D.C.

di Alessandra Tronnolone

Per chi non la conoscesse, questa donna elegante, ma allo stesso tempo molto semplice, conduce da ventisei anni uno dei talk show radiofonici più seguiti degli Stati Uniti d'America, poichè il suo programma viene trasmesso nei cinquanta Stati degli Usa.

Il suo talk show è basato su un semplice modello. C'è un ospite in studio che viene intervistato da lei, dopo di che si aprono le telefonate e chiunque può fare domande al proprio idolo. Una chimica semplice, che però ha reso negli anni irresistibile il suo programma.

Diane è una bella signora, ordinata, sorridente, fiera del lavoro che fa, umile, nonostante tutte le persone che le si sono sedute accanto, nonostante la notorietà.
Nella sua vita però il destino le ha giocato un brutto scherzo. Falle perdere la voce, proprio lei, una delle più famose conduttrici radiofoniche al mondo.
Una che vive, grazie alla sua voce. Diane, però, ha vinto la sua battaglia contro la disfonia spasmodica e ha continuato il suo lavoro, raccontandoci in un libro "Finding my voice" la sua esperienza.
Un piccolo aiuto per chi ha bisogno di una mano per combattere la malattia.

Propongo ora l'interessante intervista che ha rilasciato agli studenti di Giornalismo.

Nella sua lunga carriera, quali sono le cose più significanti che le ha comunicato il pubblico?
Quando ho una persona in studio, sto attenta a ciò che dice, a come si muove, al tono di voce, ai suoi occhi, perchè tutto comunica qualcosa. Essere seguita da così tante persone, mi permette di notare le diversità che può avere un uomo di Washigton, da uno di Dallas, ma c'è una cosa che gli accomuna. I problemi. I problemi del mondo sono gli stessi per tutti. Il mio pubblico comunica qualcosa di molto significativo, che non importano le diversità, perchè i problemi del mondo sono uguali per tutti.

Pensa che l'agenda dei mass media rispetti le vere preoccupazioni dei cittadini? Le persone riescono ad essere informate su ciò che vogliono sapere?
Il sistema dei media è molto vasto e possiamo comunicare ovunque siamo, radio, televisione, internet, possiamo scegliere l'opinione che vogliamo accettare, perchè oggi, leggendo, ascoltando, guardando la televisione, possiamo farci opinioni sempre diverse.
Purtroppo ci sono più opinioni che fatti.

Qual'è il personaggio per lei più importante, tra quelli che ha intervistato in questi anni?
In ventisei anni ho intervistato probabilmente cinquanta mila persone, per questo è difficile sceglierne una sola.
Mi ha fatto una buonissima impressione l'ex Presidente Clinton, che ho intevistato nello studio ovale della Casa Bianca. Era in consiglio con i suoi ministri e ci ha fatto aspettare quasi quattro ore, poi è entrato nella sala dicendo: "Oddio! Le mie allergie mi stanno ammazzando oggi". E' stato molto interessante ed affascinante.

In Italia i politici rispondono ai giornalisti che gli fanno domande in modo evasivo, rispondendo poi come perferiscono. Questo succede anche negli Usa?
Si.- Diane appare molto divertita dalla domanda.- Esattamente. Per questo nel nostro lavoro è importante insistere e cercare la vera risposta.
Bisogna conoscere a perfezione il soggetto intervistato per non farselo scivolare via.

Ci sono stati momenti imbarazzanti nel suo programma?
Si. Uno è stato in studio, quando dopo la morte di Nixon ho invitato il suo avvocato e altre persone.
Ad un certo punto l'avvocato si alza in piedi accusandomi di non dargli abbastanza tempo per rispondere alle domande e minacciando che non tornera più.
"Okay", rispondo, "Non c'è problema, perchè noi non la inviteremo più".

Un altro episodio invece è capitato con Tom Clancy (famosissimo scrittore americano di fama mondiale). Si è presentato con gli occhiali da sole in studio, rifiutando di volerseli togliere e rispondendo alle domande con un si o un no. Alla terza domanda ho preferito aprire le telefonate. E il primo ascoltatore lo ha subito bacchettato. Da quel momento ha tolto gli occhiali e si è comportato come un agnellino.

Un' ultima domanda. C'è qualcosa in ambito lavorativo, che non ha fatto e vorrebbe fare?
Si. Aiutare la gente a capire meglio le questioni complicate che travolgono il mondo, perchè troppe persone non hanno una visione chiara di ciò che accade.
E' importante ascoltare per capire meglio e potersi aiutare.
>Grazie della lezione di vita Diane.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 maggio 2006 - 2068 letture