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Una lapide in Germania ricorda i deportati maceratesi

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“Anime grandi d’Italia e di altra nazione, che foste esenti dagli influssi tirannici del nostro oppressore, fremete al racconto di ciò che ei ci costrinse a soffrire”. Questa frase di Giacomo Leopardi è stata incisa sulla lapide che una delegazione di maceratesi ha “scoperto” a Kahla, in Germania, a ricordo dei nostri deportati.

dalla Provincia di Macerata

“Si moltiplichi la memoria dei tanti che per amore – vi è scritto prima dei versi del poeta recanatese – ricordano il sacrificio dei giovani che dalla provincia di Macerata qui furono deportati”.
La lapide è stata posta lungo quel muro che, ai piedi della collina di Walpersberg, accoglie tutte le targhe commemorative in onore di quanti – provenienti da diversi Paesi europei – furono deportati durante la 2^ Guerra mondiale nei campi di lavoro dell’ex fabbrica tedesca di armamenti e aerei “Reimahg”. A scoprirla, durante una breve cerimonia – cui hanno partecipato anche autorità locali e rappresentanti di associazioni internazionali di reduci – è stato il presidente del Consiglio provinciale di Macerata, Silvano Ramadori, assieme agli assessori dei Comuni di Matelica, Egidio Montemezzo, e di Tolentino, Olimpio Bernardini.

“La Provincia di Macerata, Comuni, associazioni, alcuni reduci e familiari di uomini deceduti nei campi di lavoro e, soprattutto, una rappresentanza di giovani studenti – ha detto Ramadori nel suo intervento di commemorazione – sono qui a Kahla non solo per esprimere il valore della memoria, la partecipazione alla sofferenza e al lutto, ma anche per ribadire il proprio impegno per una convivenza improntata sulla solidarietà, il rispetto reciproco e la pace”.



Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 maggio 2006 - 1431 letture