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Contro il caro-gasolio vince la qualità delle produzioni ittiche

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“Per contrastare l’effetto caro-gasolio bisogna puntare sulla qualità delle nostre produzioni”.
Questa la formula anti-crisi secondo il Presidente della Federcoopesca-Confcooperative, Massimo Coccia, rilanciata all’European Seafood Exposition (Bruxelles 9-11 maggio), che il mondo della pesca dovrebbe fare propria per uscire senza troppi “acciacchi” da un lungo periodo segnato da un aumento incontrastato del prezzo del gasolio e di conseguenza da elevati costi di produzione per le imprese.

da Federcoopesca

“Puntare sulla qualità delle nostre produzioni nazionali -afferma il Presidente Coccia- ci consente di rendere competitive le nostre aziende sul mercato internazionale e, quindi, di ridurre il più possibile gli effetti di congiunture economiche negative.
Finita l’epoca in cui si puntava tutto sulla quantità prodotta, ora è la qualità a dettare le regole del gioco. E' il mercato sopratutto a volere questo.
Un mercato dove la concorrenza si fa sempre più agguerrita e i consumatori sono sempre più consapevoli ed esigenti al momento dell’acquisto.
Del resto il nostro mare, le nostre produzioni di acquacoltura, offrono una vasta gamma di prodotti ittici che soddisfano elevati standard qualitativi imposti dall’Unione europea e dalla normativa nazionale e che quindi bene si prestano a soddisfare le esigenze del mercato”.
Proprio per trasmettere agli operatori del settore le nuove norme previste dall’Ue in tema di igiene e qualità delle produzioni che la Federcoopesca organizza, a Roma, per il prossimo 19 maggio, una giornata di studio dal titolo “Pesca:le nuove regole Ue in materia di igiene”.
Ma l’attenzione della Federcoopesca per la qualità delle produzioni e per la valorizzazione dei prodotti dei nostri mari c’è già da tempo con la creazione di marchi come “Prodotto Ittico italiano” o l’associazione “Mare in Italy”. Grazie proprio a quest’ultima partecipiamo alle più importanti manifestazioni nazionali ed internazionali del settore, come quella in programma in questi giorni a Bruxelles, cercando di far conoscere ed apprezzare al grande pubblico, agli operatori, ma anche alle giovani generazioni le produzioni ittiche nazionali.
Sono in dirittura di arrivo alcuni progetti con istituti scolastici, per portare nelle aule l’“ABC” della pesca, ovvero tutta una serie di informazioni, che vanno dagli strumenti di pesca alle caratteristiche nutrizionali delle specie ittiche che popolano il mare.
Questo perché consumare più prodotti ittici non fa bene solo a chi li mangia, ma anche alla pesca.
Rafforzare sul mercato le nostre produzioni ci consente di non dipendere totalmente da quanto deciso in sede nazionale o comunitaria.
Questo non vuol dire che l’attenzione verso temi caldi per la pesca diminuirà. Sappiamo benissimo che ci sono ancora partite importanti aperte, come la definizione del nuovo Regolamento del Mediterraneo o la dotazione finanziaria per il FEP (il nuovo fondo europeo per la pesca che sostituirà lo SFOP).


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 maggio 2006 - 1192 letture