counter
SEI IN > VIVERE MARCHE >

Urbino: torna Teatroltre

3' di lettura
1035

Teatroltre, rassegna promossa dagli Assessorati alla Cultura dei Comuni di Urbino, Fano e Pesaro in collaborazione con la Provincia di Pesaro e Urbino, l’Amat e l’Eti, torna, lunedì 8 maggio al Teatro Sanzio di Urbino con il Teatro delle Albe. Lo storico gruppo della ricerca teatrale italiana presenterà nella città del Montefeltro La mano. De profundis rock per la drammaturgia e regia di Marco Martinelli.

Da un romanzo di Luca Doninelli, questo de profundis rock racconta non solo la tragica, inspiegabile morte di un grande chitarrista rivissuta dal delirio di sua sorella ma, soprattutto, indaga il senso del tragico, dell’assenza, della musica come possessione. È una grande Ermanna Montanari ad assumerne il ruolo, affiancata da Roberto Magnani, danzando in tondo sulla scena-disco e inventandosi una voce di roca potenza per battersi col rock teso e tonante delle risonanze elettroniche di Luigi Ceccarelli.

Scrive il regista nelle note allo spettacolo: “Leggendo e rileggendo mi sono convinto che occorreva trasformare il romanzo in un libretto d’opera. Volevo arrivare a un’opera per voce sola capace di sdoppiarsi come in trance, in combattimento con la musica, alla quale chiedere un “de profundis rock”, una furibonda lamentazione funebre sul corpo del fantasma. Ho pensato a una riduzione, ma non nel senso quantitativo, di diminuire, rimpicciolire, bensí in quello etimologico di re-ducere, ricondurre, operare la reductio ad unum: andare al punto in cui tutto si concentra, al grido che tiene in tensione la scrittura del romanzo come su una ruota di tortura. Senza la ricca “matrice”, senza l’invenzione di Doninelli il nostro lavoro non esisterebbe: la reductio ad unum è una trasformazione in senso alchemico, dalla “forma” romanzo alla “forma” libretto, dalla “materia” letteraria all’intreccio dei diversi linguaggi scenici. Non è, tale intreccio, qualcosa che si progetta a tavolino. È un organismo vivente che si crea e si trasforma nel tempo. Ascoltando le “voci” di Ermanna e suggerendo a Ceccarelli di ispirarsi a quelle, di “prenderne nota”, ascoltando le composizioni di Ceccarelli e chiedendo a Ermanna di farsi orientare da quella musica prepotente, chiedendo a Roberto di sfinirsi su quel terremoto di suoni, mettendo Sanchi in relazione diretta con Longuemare, perché non c’è un “prima la scena poi le luci”, ma un procedere insieme “senza invidia”: la luce è spazio, lo spazio suggerisce luce. A me tocca il ruolo dell’alchimista che chiede a se stesso prima che agli altri di ascoltare tutti, che non intreccia materie, bensí maestrie. Persone. Non il progettista che informa i collaboratori su quello che “devono” fare, ma un capocantiere il cui piacere è quello di esaltare le arti di ogni artigiano-autore, finalizzandole con pazienza alla costruzione dell’opera. Perché l’opera ci sorprenda, per primi noi che le dedichiamo sonno e veglia. Non Canova, come modello, piuttosto Gaudí.”

La musica e la regia del suono de La mano – spettacolo prodotto da Le manège.mons/Centre Dramatique (Belgio), Ravenna Festival (Italia), Ravenna Teatro (Italia), Le Phénix-Scène Nationale de Valenciennes (Francia) in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi, Comune di Ravenna, Edisonstudio-Roma – sono di Luigi Ceccarelli, le scene di Edoardo Sanchi e il disegno luci di Vincent Longuemare.

Grazie a Teatro in Trasferta – iniziativa promossa dall’Amat - pullman gratuito da Ancona per Urbino: prenotazione obbligatoria (fino ad esaurimento posti) al n. 071 2075880.
Info e biglietti (euro 10,00 ridotto euro 8,00): Teatro Sanzio 0722 2281, Amat 071 2072439, www.amat.marche.it (vendita on line). Inizio spettacolo ore 21.15.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 06 maggio 2006 - 1035 letture