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Macerata a Kahla, in Germania, per ricordare i deportati caduti

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Una delegazione maceratese sarà presente a Kahla, in Germania, alla commemorazione internazionale in memoria delle vittime della seconda guerra mondiale nell’ex fabbrica di armamenti “Reimahg”.

La cerimonia si terrà venerdì 5 e sabato 6 maggio ai piedi del colle di Walpersberg, dove la Provincia di Macerata collocherà una lapide a ricordo dei deportati maceratesi nel campo di lavoro di Kahla.

A guidare il gruppo – composto da trenta persone, fra amministratori, docenti, studenti, rappresentanti dell’Anpi, reduci e familiari dei caduti – sarà il presidente del Consiglio provinciale di Macerata, Silvano Ramadori, accompagnato dal consigliere provinciale Giancarlo Giulietti.

L’iniziativa rientra nell’ambito dei progetti avviati dalla Provincia per riscoprire i luoghi della memoria. Questo, in particolare, curato assieme all’Istituto storico della Resistenza, vuol ricordare gli oltre cento maceratesi deportati in Germania nel “campo” di Kahla alla fine della 2^ guerra mondiale. Altre due iniziative della Provincia, come noto, sono state indirizzate alle scuole – su impulso della Giunta e del presidente Giulio Silenzi (con uno stanziamento complessivo di 20 mila euro) – per favorire le visite di studenti nei lager nazisti oppure per sviluppare progetti di ricerca sui temi della Resistenza e della lotta di liberazione.

L’obiettivo, infatti, è quello di educare i giovani alla pace e alla fratellanza, partendo innanzi tutto dal ricordo dei crimini commessi in quel periodo storico e dallo studio dei fatti che portarono alla nascita della democrazia e della Repubblica. Fanno parte della delegazione che partirà domani mattina alla volta della Germania gli assessori Egidio Montemezzo e Olimpio Bernardini, in rappresentanza rispettivamente dei Comuni di Matelica e Tolentino, il presidente dell’Anpi di Tolentino, Lanfranco Minnozzi (che già lo scorso anno prese parte, con un gruppo di reduci e familiari, alle cerimonie della “Reimahg”), i docenti Luca Didio dell’Istituto “Mattei” di Matelica, Paola Giacobelli dell’Istituto “Filelfo” di Tolentino e Tiziana Marozzi dell’Istituto “Tacchi venturi” di San Severino, nonché studenti di queste scuole assieme ad alcuni genitori, i reduci Giambattista Boldrini di Matelica e Vittorio Bernardini di Tolentino, i familiari di caduti a Kahla e l’esponente dell’Anpi maceratese, Monica Minnozzi.

Nel maggio del ’44 furono rastrellati e deportati nel campo di lavoro di Kahla, in Turingia, circa un centinaio di cittadini maceratesi, utilizzati poi come “schiavi di Hitler” fino al mese di aprile del ’45, cioè fino all’arrivo nella zona delle truppe alleate. La maggior parte dei deportati della nostra provincia proveniva dai Comuni di Matelica, Esanatoglia, Tolentino, San Severino e Cingoli e apparteneva alle “classi” dal 1918 al 1928. Questi furono impiegati nella produzione di aerei da caccia a reazione ME-262 per la ditta “Reimahg” di proprietà del maresciallo Goering, che venivano costruiti all’interno di una complessa rete di cunicoli e gallerie a Walpersberg, tra Kahla e Grosseutersdorf. Nel campo lavorarono in totale circa 15 mila persone e le morti per stenti, fame e maltrattamenti furono circa 6 mila.


Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 04 maggio 2006 - 1528 letture