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Offlaga Disco Pax e Luca Violini per Sconcerti 2006

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Sconcerti entra nel vivo, cambia di nuovo pelle e raddoppia: con gli “Offlaga disco pax” e Luca Violini.

da ln3
Gli “Offlaga disco pax”, che si esibiranno giovedì 27 al circolo Arci Thermos di Ancona alle 22,30 (ingresso 7 euro), vengono da Reggio Emilia e propongono ciò che qualcuno ha definito "Elettronarrativa elettorale”.
Luca Violini, invece, sarà in scena venerdì 28 al Tam club di Grottazzolina alle ore 21,30 (ingresso libero), con una vibrante lettura teatrale “Firmato Gnagflow Trazom”, dedicata a Wolfgang Amadeus Mozart.
Gli Offlaga disco pax raccontano un mondo che non c'è più, quello del comunismo sognato negli anni 70 e 80.

Armati di elettronica low-fi e un’attitudine tra CCCP e New Order, sonorizzano storie ed eventi reali con un linguaggio nuovo, unendo l'eredità storica e sonora dell'Emilia.
Il loro primo disco si intitola: “Socialismo Tascabile (Prove Tecniche di Trasmissione)” ed è uscito nella primavera 2005 per Santeria/Audioglobe rivelandosi un piccolo caso indipendente, mandando esaurita la prima tiratura in poche settimane e la successiva ristampa altrettanto rapidamente.
Vincitori del Rockontest 2004, la storica manifestazione organizzata da Controradio di Popolare Network, prima dell'uscita di questo album si erano già fatti una fama "underground" grazie a una serie di performance in tutta Italia.
Venerdì si cambia musica con Luca Violini che, a Grottazzolina, interpreta un ipotetico personaggio, amico e contemporaneo al grande musicista di Salisburgo.
I suoi ricordi, le sue testimonianze, la sua voce guideranno alla scoperta e alla comprensione di un Mozart più vicino e quotidiano, di un genio creativo dal carattere libero e spregiudicato in perenne, drammatico contrasto con l’ipocrisia, la rigidità culturale e gli squilibri sociali della sua epoca.
Attraverso questa chiave di lettura, Mozart apparirà come uno dei più efficaci esempi dell’artista moderno, forte del suo genio e fragile nei confronti di un mondo del quale non riconosce la propria paternità, pur essendone figlio. Il suo messaggio ai posteri risulta così ambiguo ed enigmatico, come quei giochi di parole che Wolfgang Amadeus amava usare nelle lettere che, durante le sue tournée europee, indirizzava ai propri cari.

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EV

Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 aprile 2006 - 1182 letture