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Fabriano:Il trasformista di Striscia la Notizia a Regalobello

6' di lettura
1946

Sono circa 30 le opere di Dario Ballantini, il trasformista e pittore della fortunata trasmissione ‘Striscia la Notizia’, in mostra nello spazio espositivo ‘Regalobello’ ex Distillerie Montini a Fabriano. 'Al di là delle parole spero che le mie opere 'parlino' da sole...’ queste le parole di Ballantini sulle sue tavole, piccole e grandi, pieni di colori accesi intervallati da quelli scuri e tenebrosi.

da Samuele Sabatini
L'artista si è infatti ispirato ad un monotematico tema: l'alienazione umana di fronte al progresso. L'inquinamento e la guerra sono i principali fattori che lo hanno colpito e colpiscono l'uomo svuotandolo -secondo Ballantini. Lui riempie la tavola di getto senza bozzetti o studi particolari.

La mostra di Fabriano, apertasi da qualche giorno, è legata alla sua amicizia con Paolo Notari, inviato Rai Uno. La rassegna resterà aperta fino al prossimo 24 giugno orari 9-13 e 16-20 chiuso il lunedì apertura fuori orario su prenotazione infolinee: 0732.3018

Nei prossimi mesi saranno promosse iniziative collaterali all'interno dello spazio espositivo, come aste d'arte, degustazioni di prodotti tipici abbinate a letture di poesie, mini concerti e arte forme d'arte.

Dario Ballantini è un artista completo che ha avuto i suoi primi incontri con la pittura già tra le mura di casa, con il padre che dipinge in stile neorealista e gli zii post-macchiaioli. E' colpito dalle riproduzioni delle opere di Guttuso e Picasso, viste nei volumi degli Editori Riuniti distribuiti dal padre. Si appassiona ai fumetti (Jacovitti e gli autori Marvel) tentando di realizzarne alcuni personalmente.

Nell'adolescenza scopre le canzoni di Luigi Tenco, la cui figura diventa anche il soggetto di molti ritratti. Si iscrive all'indirizzo artistico del Liceo Sperimentale di Livorno, dove è allievo di Giancarlo Cocchia, diplomandosi nel 1984 e nel frattempo comincia anche a manifestarsi la sua feb bre da palcoscenico. A sedici anni visita a Parigi la grande mostra su Amedeo Modigliani al Museo dell'Arte Moderna, la cui opera sarà fondamentale per il suo iniziale percorso artistico. Il soggetto su cui si esercita è il volto di Totò così irregolare da ricordare le scomposizioni cubiste. Conosce e frequenta il pittore Maurilio Colombini ed il gallerista Cesare Rotini, cominciando ad esporre nell'ambito Livornese-Toscano, dapprima con un ritratto di Pier Paolo Pasolini di stampo neorealista ed in seguito - con opere dal richiamo espressionista - in collettive e personali e tre partecipazioni alla rassegna Rotonda Expò.

Nel 1989 frequenta un corso di grafica pubblicitaria tenuto dal prof. Baglioni e dello stesso anno è la sua ultima uscita personale con una mostra alla Galleria Teorema di Firenze. A questa seguirà un lungo periodo in cui l'artista si impegna soprattutto negli altri suoi campi di espressione: la televisione, il cinema ed il teatro.

La sua gestualità pittorica viene quindi "trasportata" in queste nuove esperienze, esprimendosi con gli studi preparatori di trucchi speciali per le sue note trasformazioni televisive - Striscia la Notizia - e con le scenografie per gli spettacoli teatrali: il suo Petrolini, Petrolini, di cui è autore e interprete, viene presentato in anteprima nel 1997 a Livorno in occasione di "Serata futurista".

In questa occasione, Ballantini incontra Osvaldo Peruzzi, l'ultimo futurista vivente. Lo stesso spettacolo sarà in cartellone nel 2000 ad "Asti Teatro", rassegna diretta da Vittorio Sgarbi. Sempre nel 2000 conosce Michele Rossi per il quale realizza ritratti di alcuni grandi personaggi dello spettacolo italiano: Bice Valori, Fred Buscaglione ed Erminio Macario per il festival "Acquaviva nei Fumetti" di Acquaviva Picena ed Aldo Fabrizi per l'omaggio realizzato dal comune di San Salvo. Nel Maggio 2001, come "inviato" per il tg satirico di Antonio Ricci, incontra a San Benedetto del Tronto Achille Bonito Oliva alla mostra "A.B.O. - Le arti della critica", con cui ha modo di parlare di pittura e da cui riceverà proficui consigli.

Nello stesso periodo conosce il giornalista Stefano Lorenzetto che gli propone di realizzare una nuova esposizione personale alla Galleria Ghelfi di Verona. La presentazione del catalogo sarà affidata, grazie ai buoni auspici della comune amica Marta Marzotto, a Giancarlo Vigorelli. La mostra, tenutasi nel Maggio 2002, ha un ottimo successo di critica e di pubblico, costituendo quindi una vera e propria "rinascita"come pittore. Nell'Ottobre dello stesso anno, Ballantini espone alla Galleria Borromeo di Padova; nel mese successivo, visita Jean Michel Folon nello studio dell'artista a Montecarlo e Pietro Cascella nell'atelier di Fivizzano, i quali lo incoraggiano mostrando di apprezzare le sue opere. Intanto partecipa con il Gruppo Labronico ad un'esposizione al Parlamento Europeo di Bruxelles. Si intensifica il rapporto con Achille Bonito Oliva, che stimola Ballantini ad una scelta più coraggiosa ed accurata delle opere da preferire rispetto alla passata produzione. Anche Giancarlo Vigorelli, mostra di apprezzare questa trasformazione. Per il catalogo della mostra, il gallerista Sorrentino propone al prof. Luciano Caprile una visita nello studio di Ballantini a Milano. Da questo incontro nasce un'intesa culturale sulle tematiche delle opere e Caprile decide con entusiasmo di occuparsi della stesura del testo critico.

La mostra di Milano riscuote un notevole successo di pubblico e critica; successivamente Ballantini partecipa all'esposizione collettiva "Da Fattori al Gruppo Labronico" alla galleria Athena di Livorno. Nello stesso mese incontra a Roma, presso la galleria TaMatete (in occasione dell'esposizione "Soft Paintings"), Ugo Nespolo, il quale mostra di apprezzare notevolmente le sue opere.

E' invece del febbraio 2004 la personale curata da Gian Ruggero Manzoni presso la galleria Gasparelli Arte Contemporanea di Fano. In seguito, sollecitato dal professor Caprile, Ballantini incontra il gallerista Roberto Rotta a Genova ed insieme decidono di preparare la mostra "Fine del mito". Nel luglio 2004 partecipa - presso la Casa Natale Modigliani di Livorno diretta da Giorgio Guastalla - alla mostra permanente "Modigliani e i suoi amici di oggi", un omaggio al grande artista scomparso nel 1920 da parte di pittori di varie generazioni, tra cui Bay, Guttuso, Rotella e Kostabi.


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 aprile 2006 - 1946 letture