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500 alunni di 8 scuole maceratesi nei luoghi della Shoah

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Sono otto gli istituti scolastici del territorio maceratese che hanno avuto accesso al fondo istituito della Provincia di Macerata a sostegno del progetto “Visita ai lager nazisti per ricordare”.

dalla Provincia di Macerata
www.provincia.macerata.it

Come noto, su iniziativa del presidente Giulio Silenzi, la Giunta provinciale ha stanziato nei mesi scorsi una somma di 10 mila euro per sostenere i viaggi d’istruzione delle scuole nei luoghi della memoria e, in particolare, nei campi di deportazione o di sterminio della seconda guerra mondiale.

La possibilità di ottenere contributi per questo tipo di gita scolastica è stata resa nota ai dirigenti scolastici e 8 istituti hanno avanzato le loro istanze – che sono state poi tutte accolte dalla Provincia – organizzando viaggi d’istruzione in Italia e all’estero per quasi 500 studenti.

Alcune classi hanno già compiuto il loro itinerario, altre partiranno a breve o lo faranno entro il prossimo mese di maggio. Si tratta di 72 alunni dell’Itas “Matteo Ricci” di Macerata (destinazione: campi di concentramento di Flossenburg-Weiden e di Mauthausen); di 55 liceali del Classico “Leopardi” di Recanati (campo di concentramento di Fossoli); di 25 liceali dello “Scientifico” di Civitanova Marche (campo di concentramento di Dachau); di 47 studenti dell’Istituto tecnico per geometri di Macerata (visita al ghetto ebraico e al Museo della Shoah di Roma); di 90 ragazzi dell’Itis “E. Divini” (campo di concentramento di Mauthausen) e di altri 60 dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi” di San Severino (campo di concentramento di Dachau); di 75 alunni dell’Itc di Civitanova Marche (campi di concentramento di Auschwitz-Birchenau); e, infine, di 70 studenti del Professionale di Civitanova Alta (campi di concentramento di Mauthausen e Dachau).

I giovani debbono conoscere la tragedia dell’Olocausto – ha ricordato il presidente della Provincia, Giulio Silenzi – affinché mai più possa ripetersi una delle più atroci vicende della storia umana. Il ricordo di quegli orrori deve essere un monito per tutti gli uomini e deve farci riflettere sul valore della vita, sul bisogno di pace e concordia fra tutti i popoli. Vedere personalmente un lager può far capire meglio ai nostri ragazzi il significato profondo di democrazia, istituzioni, comprensione e rispetto dell’altrui idea”.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 15 aprile 2006 - 1179 letture