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Verdi: No ai soldi di Autostrade

4' di lettura
2006

I Verdi rifiutano i finanziamenti della società guidata da Gamberale elargiti a tutti i partiti. Lion: "E' una concessionaria dello stato e poi promuove opere inutili".

La società autostrade finanzia i partiti, ma i Verdi dicono no. Il consiglio di amministrazione della società quotata in borsa e presieduta da Gian Maria Gros Pietro ha stanziato un contributo per tutti i partiti come le consente una legge del 1981. L’entità dell’importo del finanziamento si conoscerà a settembre.

I Verdi hanno però deciso di rifiutare il contributo, gli unici insieme al Prc, e hanno affidato al tesoriere nazionale Marco Lion il compito, in una lettera spedita all’ad della società Vito Gamberale, i motivi del rifiuto.

Riteniamo che il nostro movimento politico, così come gli altri partiti italiani, non possa avere tra i propri finanziatori una società concessionaria dallo Stato”, scrive Lion, il quale però si addentra più nel merito.

E rivolgendosi direttamente a Gamberale ricorda “le nostre prese di posizione sia su interventi infrastrutturali che riteniamo devastanti o inutili, come l’autostrada della Maremma, sia quegli investimenti, invece utili e urgenti cui le concessionarie erano tenute che invece riteniamo siano stati in questi anni in larga misura disattesi. Così come conosce la nostra contrarietà all’aumento delle tariffe stradali”.

Ecco il testo della lettera di Marco Lion:

Gent.mo Ing. Gamberale,

Facendo seguito alle Vostre sollecitazioni telefoniche e, anche a nome del Presidente della Federazione dei Verdi On. Alfonso Pecoraro Scanio, nel ringraziare, tramite Lei, il Consiglio di Amministrazione della Società Autostrade S.p.A. per l’attenzione dimostrata nei nostri confronti, con la presente Le comunichiamo che la Federazione dei Verdi non intende accettare alcun contributo previsto e deliberato dal C.d.A. della Società Autostrade S.p.A. ai partiti politici italiani.

Pur consapevoli che la privatizzazione della Società Autostrade permette alla Sua Società di poter finanziare i partiti italiani nei limiti e nelle modalità consentite dalla legge, riteniamo comunque che il nostro movimento politico, così come gli altri partiti italiani, non possano avere tra i propri finanziatori una società, concessionaria dallo Stato, che gestisce in via diretta o, a vario titolo, attraverso altre concessionarie, controllate o collegate con Autostrade, oltre l’80% della intera rete autostradale a pedaggio italiana.

La Società Autostrade è sicuramente una delle più importanti realtà economiche italiane che legittimamente mira all’utile d’impresa e al soddisfacimento delle attese dei suoi azionisti.

Il nostro partito persegue invece la tutela dell’interesse pubblico, la garanzia di avere un servizio di qualità e maggior sicurezza stradale, si impegna ad assicurare il giusto corrispettivo per l’utente e si ripromette di sostenere efficaci processi di concorrenza nel mercato. A tal fine i Verdi intendono colmare un vuoto legislativo in materia di concessioni autostradali mediante l’istituzione di un Authority dei Trasporti che vigili anche sulle concessionarie autostradali a tutela degli interessi generali e dell’utenza.

Lei conosce perfettamente le nostre prese di posizione e le nostre critiche sia su interventi infrastrutturali che riteniamo ambientalmente devastanti o inutili (come ad esempio l’autostrada della Maremma) sia su quegli investimenti, invece utili e urgenti, cui le concessionarie erano tenute per obblighi contrattuali, e che invece riteniamo siano stati in questi anni in larga misura disattesi e rinviati; tra l’altro la stessa autorità antitrust e quella di vigilanza sui lavori pubblici hanno segnalato la violazione della normativa in materia di appalti e concessioni da parte della società concessionaria da Lei amministrata.

Così come Lei conosce la nostra contrarietà all’aumento delle tariffe autostradali che sono cresciute ben oltre l’inflazione reale. Intendiamo mantenere la nostra libertà di giudizio, la nostra funzione di rappresentanza dei cittadini e degli utenti, la nostra posizione a tutela dell’ambiente e a favore di uno sviluppo compatibile: così come ci è richiesto dai nostri elettori.

Perciò, anche per continuare a garantire un confronto aperto e trasparente, scevro da ogni condizionamento e finalizzato esclusivamente al bene del Paese, riteniamo oltremodo giusto rifiutare il Vostro contributo. Ciò ci permetterà sicuramente di meglio valutare e apprezzare le Vostre auspicabili iniziative a favore della tutela dell’ambiente e degli utenti e per una più concreta concorrenza nel mercato.

Con gli auguri di buon lavoro, voglia gradire i nostri più distinti saluti.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 aprile 2006 - 2006 letture