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Fermo: Le intellettuali di Molière con Arturo Cirillo

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Mercoledì 12 aprile prodotto dal Nuovo Teatro Nuovo e dal Mercadante Teatro Stabile di Napoli, in collaborazione con la Città di Urbino/Teatro Sanzio e l’Amat, va in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo – nell’ambito della stagione promossa dal Comune e dall’Amat – l’irresistibile e caustica comicità de Le intellettuali di Molière diretto e interpretato da Arturo Cirillo.

Lo spettacolo, che ha riscosso grandi consensi di pubblico e critica, conferma la maturità e la bravura dell’astro nascente della regia e dell’interpretazione teatrale italiana. Arturo Cirillo, trentasette anni, napoletano, consacrato nella scorsa stagione con il premio UBU per la regia - sorta di Oscar del teatro – grazie alla messa in scena de L’ereditiera di Annibale Ruccello, ha mescolato in una sintesi vincente insegnamenti ed esperienze maturate. Diplomatosi all’Accademia D’Arte Drammatica nel 1992 comincia subito a lavorare con grandi registi come Massimo Castri e, in particolare, Carlo Cecchi con cui inizia una collaborazione che dura dieci anni e produce cinque spettacoli, lunga gavetta in cui emerge, oltre al naturale talento comico, anche una notevole sensibilità per i ruoli drammatici. Nel 1999 si dà alla regia e da allora alterna l’attività di attore a quella di regista. Mai dimentico dell’importanza del rapporto con la tradizione, dopo Ionesco, Norén e Horovitz, affronta due testi napoletani, Mettiteve a fa l’ammore cu me! di Scarpetta e L’ereditiera, appunto, di Ruccello con i quali riscuote grande successo di critica e gradimento del pubblico.

In questa ultima fatica Cirillo affronta uno degli autori più amati dal suo maestro Carlo Cecchi, quel Moliére capace sempre di uno sguardo lucido e graffiante su difetti e virtù del suo tempo e dei suoi contemporanei, di cui rimangono strepitosi affreschi tinti di intelligenza, ironia e comicità. Le intellettuali vede dibattere la disputa tra ragioni del cuore e supremazia della ragione tra personaggi accomunati da una generale mancanza di buonafede, da “un’ipocrisia generale – come scrive Cirillo nelle note di regia - in cui colui che sembra esserlo di meno magari è il più ipocrita di tutti. Un testo ad alto tasso di conflittualità, anche se tutto a parole, un logorroico salotto televisivo, un'aria fritta alla millesima potenza, un chiacchiericcio vacuo ma formalmente ineccepibile.” Insomma un testo ancora attuale che la splendida traduzione di Cesare Garboli ci fa sentire ancora più vicino grazie ad un italiano che ci riporta continuamente al nostro presente. Uno spettacolo divertente e intelligente dove la comicità è strumento per smascherare l’ipocrisia: “Mi immagino parrucche che volano, paraventi fatti di specchi deformanti, corpi compressi e repressi in bustini seicenteschi, - scrive il regista - canzonette per clavicembalo e musica colta per chitarra elettrica, un’opulenza pacchiana, una recitazione continuamente tendente al delirio e al visionario, una tronfia abbuffata finale in cui l'ordine perbenista trionfa su tutto e tutti. Perchè Le intellettuali mi appare come la più dissennata apologia del potere, in cui destra o sinistra, aristocratici o popolari, rozzi o snob, ricchi o poveri, tutti siamo ugualmente in fila per il nostro meschino posto al sole.”

In scena con Arturo Cirillo una nutrita schiera di attori, Giovanni Ludeno, Sabrina Scuccimarra, Monica Piseddu, Antonella Romano, Salvatore Caruso, Rosario Giglio, Michelangelo Dalisi, Beatrice Ciampaglia. I costumi sono di Gianluca Falaschi, le luci di Andrea Narese, mentre le scene e la musica sono affidate a due collaboratori storici di Cirillo che sono rispettivamente Massimo Bellando Randone e Francesco De Melis.

Info e biglietti (da euro 13,50 a euro 20,00): biglietteria del Teatro 0734 284295-223412, Amat 071 2072439. Vendita on line su www.amat.marche.it. Inizio spettacolo ore 21.

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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 aprile 2006 - 1243 letture