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Paci, Uncem Marche: senza Ici i comuni dovranno chiudere

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Incredulità e sconcerto esprime Maria Assunta Paci, Presidente dell’Uncem Marche (Unione Nazionale Comunità ed Enti Montani), per la dichiarazione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riguardante l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, fatta senza che neppure vagamente venisse accennato come, quando, in che modo ai Comuni verrebbe restituita questa risorsa fondamentale per il mantenimento dei servizi comunali.

Una proposta che ci preoccupa particolarmente” afferma la Paci “perché viene da un Governo che negli ultimi cinque anni ha continuamente tagliato i trasferimenti agli Enti Locali. Per tanti piccoli Comuni montani che già hanno ridotto all’osso tutto ciò che era riducibile, perdere l’introito ICI, introdotto negli anni ’90 proprio per compensare minori finanziamenti, significa chiudere di fatto i Comuni, impedendo loro di dare risposte positive ai bisogni primari dei cittadini.

Invito pertanto i Sindaci dei piccoli Comuni montani a far capire ai loro amministrati che a fronte di un piccolo risparmio individuale, l’abolizione dell’ICI genererebbe pesanti conseguenze: o la chiusura di tanti servizi a cui giornalmente ricorrono i cittadini, oppure un innalzamento accentuato di altri tributi comunali che peserebbero sulle persone in maniera ancor più pesante in quanto meno diffusa.

In entrambi i casi chi ne pagherebbe le conseguenze sarebbero proprio quelle fasce più deboli della popolazione che oggi grazie alle detrazioni fissate dai Comuni per la prima casa l’ICI neppure la pagano o lo fanno in misura minima
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 aprile 2006 - 1333 letture