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Fano: il Comune penalizza ciclisti e pedoni

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Dai giornali apprendiamo dell’ennesimo incidente che coinvolge un ciclista. Una bimba di 12 anni che si recava a scuola in bici accompagnata dalla mamma è caduta probabilmente perché urtata da un’auto, in un restringimento di carreggiata, causato da un’altro automezzo parcheggiato dove non doveva stare.

dal Comitato Ciclope
Associazioni Argonauta, Lupus in Fabula, Terra di Nessuno
La bambina ha violentemente battuto la testa contro una recinzione in cemento ed è ricoverata gravissima a Torrette d'Ancona.
Il Comitato CicloPe esprime la sua totale solidarietà a lei ed alla sua famiglia, augurandole una rapida e piena guarigione.
Questa situazione non è più tollerabile. Il parcheggio selvaggio su marciapiedi e ciclabili è la norma, soprattutto in corrispondenza di esercizi commerciali, ed i vigili o non vedono o fingono di non vedere.

L’amministrazione comunale invece sta facendo di tutto per penalizzare pedoni e ciclisti.
Non c’è solo il P.U.T. varato dalla Giunta Aguzzi a rendere più insicura la mobilità dei soggetti più deboli, anche gli interventi e le decisioni sulle infrastrutture sono volti a favorire l’auto al posto dei mezzi di trasporto meno inquinanti.
La Giunta Aguzzi non fa altro che eliminare piste ciclabili e collegamenti pedonali, ricavare parcheggi sui marciapiedi, togliere le protezioni (paletti, cordoli ecc.) a difesa dei pochi spazi pedonali e ciclabili esistenti. Il futuro si preannuncia ancora più grigio (non solo a causa delle PM10) perché nel nuovo P.R.G. non è previsto neanche un metro di ciclabile (ad eccezione del nuovo tratto di Interquartieri).
E mentre nella vicina Pesaro il Comune spenderà a partire dal 2006 2 milioni di euro all’anno per creare un rete di piste ciclabili, a Fano non esiste neanche uno straccio di progetto.

Visto l’inerzia dell’Amministrazione rivolgiamo un appello ai concittadini fanesi: facciamo sì che questi episodi non siano più la norma in questa Città e noi per primi attuiamo comportamenti responsabili sulle nostre strade, dando dignità a tutti i mezzi di trasporto, a partire dalle proprie gambe.
Ma soprattutto pretendiamo ciclabili e marciapiedi degni di questo nome affinché la sicurezza stradale sia assicurata ovunque ed una volta per tutte.

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EV

Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 aprile 2006 - 957 letture