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Uno step significativo, molto più che simbolico. Perché nessuno ha la sfera di cristallo, e la responsabilità di ognuno sarà determinante – lo è già da ora – per l’andamento dei contagi da coronavirus e per il nostro stesso futuro. Ma la recente chiusura della rianimazione Covid dell’azienda ospedaliera Marche Nord è un fatto davvero molto importante. Come fosse uno spartiacque, e ora sta a noi non fare marcia indietro. Lo sappiamo bene tutti, ma lo sa ancora meglio chi in quei reparti ha combattuto per la vita dei pazienti. E per tutti noi. Angeli come Letizia Pietrini e Martina Turiani, che guardano al futuro con una prudenza più che condivisibile.




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In questa triste primavera, un altro medico, il dr. Alberto Tornati, se ne è andato. Psichiatra all’Ospedale Psichiatrico S. Benedetto di Pesaro, Primario Psichiatra a Urbino e poi a Cagli, conclude la sua lunga e proficua attività professionale nella nostra città, in qualità di Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Pesaro.


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Chiude la Rianimazione Covid dell’azienda ospedaliera Marche Nord. “Dopo oltre 16 settimane, oggi abbiamo trasferito l’ultimo paziente – spiega Michele Tempesta, capo dipartimento DEA - ovviamente restiamo pronti ad accogliere eventualmente nuovi degenti Covid, ma ci auguriamo di poter tenere chiuso il reparto per molto tempo.



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Hard disk, telefonini e materiale informatico di ogni genere. È da qui che parte l’inchiesta, a carico di ignoti, sul sequestro di Silvia Romano. Venerdì, infatti, i Ros hanno eseguito una perquisizione - guidata dal colonnello Marco Rosi - nella sede di Africa Milele, la onlus di Fano per la quale la volontaria milanese stava operando quando è stata rapita in Kenya il 20 novembre 2018, per poi tessere liberata la scorsa settimana.




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OASI non ci sta. Gli Operatori Associati Spiagge Italiane di Confartigianato di Ancona – Pesaro e Urbino ritengono che l’ultimo documento Inail contenente le proposte di linee guida Covid 19 per gli stabilimenti balneari, abbia mero valore consuntivo, e chiedono alle Regioni di farsi convalidare dal Governo i protocolli sanitari già discussi, condivisi e approvati.



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Martedì mattina i carabinieri della Compagnia di Fano hanno dato esecuzione ad una ordinanza di sospensione dal pubblico servizio emessa dal Giudice per Indagini Preliminari di Pesaro, Dott. Giacomo Gasperini, nei confronti di una operatrice socio sanitaria di 62 anni, dipendente della residenza fanese per anziani non autosufficienti “Cante di Montevecchio”, in quanto ritenuta responsabile di reiterati maltrattamenti verso i degenti della struttura affidati alle sue cure.



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La ‘verità’ sta tutta nell’inchiostro. Quello che Silvia Romano ha utilizzato per scrivere, giorno dopo giorno, il suo diario di prigionia. Un oggetto di carta rimasto nelle mani dei suoi sequestratori, ma che oggi – almeno simbolicamente – vale tantissimo. Perché lì dentro, probabilmente, viene spiegato tutto il percorso intimo, umano e spirituale che ha indotto la cooperante di Africa Milele, a metà della sua detenzione, a convertirsi all’Islam. Una scelta che sta facendo tanto discutere, le cui ragioni sono però personali, e che poco hanno a vedere con la sua liberazione. Di quell’intimità provata dal rapimento e da una prigionia durata quasi un anno e mezzo, d’altronde, non ne possiamo sapere granché. L’unica certezza è che Silvia, ora, la dovremo chiamare Aisha.



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Dopo ben 19 mesi di prigionia, Silvia Romano, la volontaria rapita in Kenya il 20 Novembre 2018, torna ad essere libera. Tutto il mondo del volontariato fanese ha gioito per la bellissima notizia che si è diffusa in pochissime ore su tutti i canali di comunicazione sabato pomeriggio. Ognuno di noi si è unito alla gioia che ha travolto la famiglia Romano e tutti i volontari della onlus fanese Africa Milele.



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In un’epoca in cui è particolarmente difficile poter dispensare delle buone notizie, la liberazione di Silvia Romano ha veramente rappresentato una gioia inattesa. È stato per tutti un momento di rara bellezza, e si può soltanto immaginare cosa stiano provando i suoi genitori all’idea di poterla riabbracciare dopo diciassette mesi di prigionia. La contentezza è di certo il comun denominatore dei tanti interventi susseguitisi da sabato pomeriggio dopo l’annuncio della liberazione della cooperante della ong fanese Africa Milele, rapita il 20 novembre 2018 in Kenya e finita nelle mani di Al Shabaab, gruppo terrorista somalo affiliato ad al Qaeda (i dettagli).


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Una luce in mezzo al tunnel. Un immenso squarcio di sereno in un periodo di fulmini. Silvia Romano è libera. La cooperante italiana rapita il 20 novembre 2018 in Kenya (qui i dettagli) non è più nelle mani dei suoi sequestratori. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte, che dal suo profilo Twitter ha prontamente ringraziato i servizi di intelligence. Con le parole del primo ministro si conclude un vero e proprio incubo. Perché ora la volontaria di origini milanesi dell’associazione fanese Africa Milele è finalmente in libertà. E domenica alle 14 sarà già in Italia.


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Con il volto doppiamente coperto. Silvia Romano si è presentata così. La cooperante liberata in Somalia nella notte tra venerdì e sabato è finalmente tornata in Italia. E vuoi l’abito tradizionale somalo vuoi la mascherina anti-Covid, appena scesa dal piccolo aereo dell’Aise le si vedevano a malapena gli occhi. Poi, la mascherina, l’ha abbassata, e si è lanciata in un sorriso che ha commosso buona parte d’Italia.



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Secondo prelievo multi-organo dall’inizio dell’anno all'ospedale Santa Croce di Fano, avvenuto a pochi giorni dal primo, durante i primi giorni della Fase due post emergenza Covid-19. Il marito di una giovane donna di 41 anni, ricoverata e deceduta in Rianimazione lunedì, ha acconsentito alla donazione degli organi.



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Da lunedì 4 maggio, con l’avvio della fase 2, sarà di nuovo possibile tornare al cimitero a salutare i propri cari, muniti di mascherina e mantenendo la distanza interpersonale di almeno 1 metro. Per svolgere attività di cura delle tombe e/o dei fiori votivi c'è l'obbligo di usare i guanti procedendo al lavaggio delle mani con soluzione idroalcolica prima e dopo l'uso degli stessi.


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Il 4 maggio entreremo in quella che comunemente viene chiamata “Fase 2” che avvia un processo di graduale ripartenza di tutte le attività. In questo tempo la necessità di tutelare la vita e la salute, soprattutto dei più anziani, ma non solo, ha limitato fortemente l’azione pastorale della Chiesa.






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Luci accese e chiavi in mano, in oltre 300 ristoranti e bar della provincia (a cui si sono aggiunti un centinaio di negozi). Nel nostro territorio c’è stata un’adesione di massa, superiore alle più rosee aspettative, alla manifestazione nazionale del settore Ho.re.ca. Complice anche la perfetta organizzazione, che in sinergia con amministrazioni comunali e questura, ha garantito lo svolgimento nel rispetto delle disposizioni per il contenimento del contagio da Covid-19.


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Stefania, 52 enne originaria della Toscana, da circa un anno da maggio 2019 ha un bar - ristorante a Fano da quando è arrivata in città ha provato a cercare un'abitazione in affitto ma a meno di 600 euro non è riuscita a trovare nulla e quindi ha deciso di trovare alloggio in una roulotte.


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Un detto popolare recita testualmente: "Una risata salverà il mondo", ed effettivamente, in tempi grami proprio come quelli attuali, satira ed umorismo possono risultare degli ottimi adiuvanti per non appiattire l'umore su livelli cronicamente ridotti.


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Fano si prepara per diventare una delle prime località turistiche Covid Free in Italia. Si sta creando proprio in questi giorni, un team di esperti che progetterà un “protocollo sicurezza” per trasformare la località di mare delle Marche, in città completamente libera dal Coronavirus, così da poter permettere sia ai cittadini, che ai turisti che non vogliono rinunciare alle proprie vacanze, di poter venire nella città della Fortuna in tutta sicurezza. Come? Partendo dalla collaborazione con tutti gli esercenti della città.


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Il Comune di Fano organizza una conferenza digitale con Italo Rota, Carlo Ratti e Stefano Marchegiani in funzione della candidatura della città a capitale italiana della cultura 2021, promossa in seno al bando del MIBACT pubblicato lo scorso mese di novembre. Sarà l’occasione di una riflessione sul futuro della città, sulle forme di organizzazione e uso della città di Fano intesa come segmento di una città infinita, che corre senza soluzione di continuità da Venezia al Gargano.