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«L'obbligo di mascherina nelle aree della movida entrerà in vigore da domani (venerdì 29 maggio) a martedì 2 giugno, dopo le ore 18, su lato nord di viale Trieste (da piazzale della Libertà al porto), Baia Flaminia (Campo di Marte e piazza Europa) e Sottomonte (lungo la ciclabile). Oltre a largo Aldo Moro, via Cavour e via Cecchi». Lo comunica il sindaco Matteo Ricci.



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Il presidente della Regione Luca Ceriscioli ha firmato nel pomeriggio il decreto n. 184, con il quale sono consentite, a decorrere dall’8 giugno, le attività ludico ricreative – centri estivi - per bambini di età superiore ai 3 anni e per gli adolescenti, con la presenza di operatori addetti alla loro conduzione utilizzando le potenzialità di accoglienza di spazi per l’infanzia e delle scuole o altri ambienti similari.




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Tutti insieme a passeggiare e a bere cocktail. Ma possibilmente distanziati. E, soprattutto, occhio all’orologio. Perché dopo le 18 – se si è in zona Lido - scatta l’obbligo di indossare la mascherina. O di alzarla da sotto il mento, se si ha l’abitudine di tenerla abbassata. A stabilirlo è un’ordinanza sindacale di prossima pubblicazione che impone regole precise per il prossimo fine settimana, ma che saranno valide almeno fino a lunedì 1° giugno, dato l’imminente ponte. E non ci saranno scuse, perché le mascherine verranno anche distribuite gratuitamente sul posto. Inoltre i controlli si faranno più intensi, anche attraverso dei presidi fissi nei luoghi clou del divertimento.






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Troppe persone in giro e troppo vicine tra loro. Le mascherine? Poche, e troppo spesso abbassate sotto il mento. Il centro storico e – soprattutto – la zona mare hanno subito ripreso vita dopo la fine del lockdown dovuto al coronavirus. Forse troppo, o comunque troppo presto. I dati del Gores dimostrano che tre nuovi casi di contagio su quattro riguardano persone under 35. E i sindaci del territorio non ci stanno. Massimo Seri compreso.



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In occasione del primo week end di riapertura dei locali, diverse sono state le problematiche che i gestori di bar e ristoranti hanno dovuto affrontare; in questa sede ci preme sottolineare una problematica che interessa in particolare i gestori dei bar, con riferimento alla vigilanza che essi dovrebbero assumere per prevenire assembramenti in prossimità dei loro locali.









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Uno step significativo, molto più che simbolico. Perché nessuno ha la sfera di cristallo, e la responsabilità di ognuno sarà determinante – lo è già da ora – per l’andamento dei contagi da coronavirus e per il nostro stesso futuro. Ma la recente chiusura della rianimazione Covid dell’azienda ospedaliera Marche Nord è un fatto davvero molto importante. Come fosse uno spartiacque, e ora sta a noi non fare marcia indietro. Lo sappiamo bene tutti, ma lo sa ancora meglio chi in quei reparti ha combattuto per la vita dei pazienti. E per tutti noi. Angeli come Letizia Pietrini e Martina Turiani, che guardano al futuro con una prudenza più che condivisibile.



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Con l’ultimo decreto governativo le restrizioni sugli spostamenti dovute al coronavirus sono praticamente scomparse. Resta però l’impossibilità di varcare i confini regionali senza una comprovata ragione. E – ovviamente – rimangono in vigore l’obbligo del distanziamento sociale e il divieto di creare assembramenti. È anche per questo che i controlli non si sono fermati neppure in questa terza settimana di ‘Fase 2’. Anche se il numero di violazioni registrate è ormai ridotto al minimo.





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Chiude la Rianimazione Covid dell’azienda ospedaliera Marche Nord. “Dopo oltre 16 settimane, oggi abbiamo trasferito l’ultimo paziente – spiega Michele Tempesta, capo dipartimento DEA - ovviamente restiamo pronti ad accogliere eventualmente nuovi degenti Covid, ma ci auguriamo di poter tenere chiuso il reparto per molto tempo.







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Superato il lungo periodo di quarantena obbligatoria, gli italiani e nel nostro caso i pesaresi, hanno "affrontato" la prima domenica della così detta "Fase 2". Agevolati da una splendida giornata - sole e clima caldo - molti cittadini si sono riversati nelle vie più gettonate della città di Pesaro, praticando jogging e semplici passeggiate a passo sostenuto o in bicicletta.


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L’avvertimento era arrivato forte e chiaro: dopo un esordio di Fase 2 piuttosto rivedibile dal punto di vista degli assembramenti, si era già detto che nel weekend i controlli si sarebbero fatti ancora più serrati. Eppure, tra sabato e domenica, non sono state poche le sanzioni per l’inosservanza delle restrizioni – per di più alleggerite – contro il coronavirus.