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Sono in scadenza i quattordici giorni di isolamento di Silvia Romano, la cooperante dell’associazione fanese Africa Milele rapita in Kenya il 20 novembre 2018 e recentemente liberata. Ma date le minacce da lei ricevute – soprattutto sui social, e principalmente a causa della sua conversione all’Islam -, per la sicurezza della 25enne verrà intensificato il servizio di sorveglianza.


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Uno step significativo, molto più che simbolico. Perché nessuno ha la sfera di cristallo, e la responsabilità di ognuno sarà determinante – lo è già da ora – per l’andamento dei contagi da coronavirus e per il nostro stesso futuro. Ma la recente chiusura della rianimazione Covid dell’azienda ospedaliera Marche Nord è un fatto davvero molto importante. Come fosse uno spartiacque, e ora sta a noi non fare marcia indietro. Lo sappiamo bene tutti, ma lo sa ancora meglio chi in quei reparti ha combattuto per la vita dei pazienti. E per tutti noi. Angeli come Letizia Pietrini e Martina Turiani, che guardano al futuro con una prudenza più che condivisibile.


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Con l’ultimo decreto governativo le restrizioni sugli spostamenti dovute al coronavirus sono praticamente scomparse. Resta però l’impossibilità di varcare i confini regionali senza una comprovata ragione. E – ovviamente – rimangono in vigore l’obbligo del distanziamento sociale e il divieto di creare assembramenti. È anche per questo che i controlli non si sono fermati neppure in questa terza settimana di ‘Fase 2’. Anche se il numero di violazioni registrate è ormai ridotto al minimo.





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Hard disk, telefonini e materiale informatico di ogni genere. È da qui che parte l’inchiesta, a carico di ignoti, sul sequestro di Silvia Romano. Venerdì, infatti, i Ros hanno eseguito una perquisizione - guidata dal colonnello Marco Rosi - nella sede di Africa Milele, la onlus di Fano per la quale la volontaria milanese stava operando quando è stata rapita in Kenya il 20 novembre 2018, per poi tessere liberata la scorsa settimana.



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La ‘verità’ sta tutta nell’inchiostro. Quello che Silvia Romano ha utilizzato per scrivere, giorno dopo giorno, il suo diario di prigionia. Un oggetto di carta rimasto nelle mani dei suoi sequestratori, ma che oggi – almeno simbolicamente – vale tantissimo. Perché lì dentro, probabilmente, viene spiegato tutto il percorso intimo, umano e spirituale che ha indotto la cooperante di Africa Milele, a metà della sua detenzione, a convertirsi all’Islam. Una scelta che sta facendo tanto discutere, le cui ragioni sono però personali, e che poco hanno a vedere con la sua liberazione. Di quell’intimità provata dal rapimento e da una prigionia durata quasi un anno e mezzo, d’altronde, non ne possiamo sapere granché. L’unica certezza è che Silvia, ora, la dovremo chiamare Aisha.


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L’avvertimento era arrivato forte e chiaro: dopo un esordio di Fase 2 piuttosto rivedibile dal punto di vista degli assembramenti, si era già detto che nel weekend i controlli si sarebbero fatti ancora più serrati. Eppure, tra sabato e domenica, non sono state poche le sanzioni per l’inosservanza delle restrizioni – per di più alleggerite – contro il coronavirus.


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Con il volto doppiamente coperto. Silvia Romano si è presentata così. La cooperante liberata in Somalia nella notte tra venerdì e sabato è finalmente tornata in Italia. E vuoi l’abito tradizionale somalo vuoi la mascherina anti-Covid, appena scesa dal piccolo aereo dell’Aise le si vedevano a malapena gli occhi. Poi, la mascherina, l’ha abbassata, e si è lanciata in un sorriso che ha commosso buona parte d’Italia.


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Una luce in mezzo al tunnel. Un immenso squarcio di sereno in un periodo di fulmini. Silvia Romano è libera. La cooperante italiana rapita il 20 novembre 2018 in Kenya (qui i dettagli) non è più nelle mani dei suoi sequestratori. Ad annunciarlo è stato il premier Giuseppe Conte, che dal suo profilo Twitter ha prontamente ringraziato i servizi di intelligence. Con le parole del primo ministro si conclude un vero e proprio incubo. Perché ora la volontaria di origini milanesi dell’associazione fanese Africa Milele è finalmente in libertà. E domenica alle 14 sarà già in Italia.


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In un’epoca in cui è particolarmente difficile poter dispensare delle buone notizie, la liberazione di Silvia Romano ha veramente rappresentato una gioia inattesa. È stato per tutti un momento di rara bellezza, e si può soltanto immaginare cosa stiano provando i suoi genitori all’idea di poterla riabbracciare dopo diciassette mesi di prigionia. La contentezza è di certo il comun denominatore dei tanti interventi susseguitisi da sabato pomeriggio dopo l’annuncio della liberazione della cooperante della ong fanese Africa Milele, rapita il 20 novembre 2018 in Kenya e finita nelle mani di Al Shabaab, gruppo terrorista somalo affiliato ad al Qaeda (i dettagli).


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Non si arrestano le verifiche da parte delle forze dell’ordine sulle persone fuori casa. Come ampiamente preannunciato, la cosiddetta Fase 2 non corrisponde a un ‘liberi tutti’. Tuttavia, sono tanti gli assembramenti finora denunciati dalle amministrazioni di Fano e Pesaro, così come dagli stessi cittadini. Nonostante questo, l’alleggerimento delle restrizioni anti-Covid ha portato a un calo fisiologico delle sanzioni. Sono state, infatti, ‘appena’ 18 in due giorni. Ma qualcosa potrebbe presto cambiare.


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“Si prevede bel tempo, e non è facile fare controlli, ma per il fine settimana è prevista un’intensificazione delle verifiche sul territorio”. Così l’assessora alla polizia locale Sara Cucchiarini ha preannunciato le nuove misure che verranno adottate nel weekend per far fronte agli assembramenti registrati in questi giorni. In primis nelle spiagge.






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Proseguono senza sosta i controlli da parte delle forze dell’ordine lungo il territorio provinciale. L’obiettivo è sempre lo stesso: vigilare su chi si allontana da casa senza una valida ragione in questo periodo di restrizioni dovute al coronavirus. La guardia resta alta: basti pensare che lunedì sono state elevate altre 21 multe.



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Cifra tonda per le sanzioni elevate durante l’ultimo weekend. Nonostante l’avviso da parte della prefettura di Pesaro e Urbino in merito all’intensificazione dei controlli tra il 25 e il 26 aprile, ben cento persone hanno finito per essere multate in provincia per essersi allontanate da casa senza motivo, in barba alle restrizioni contro il coronavirus, su un totale di 2.182 controlli. Sanzionata anche un’attività commerciale.



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"Scossa spaventosa insieme a un boato grandissimo". C’è chi, su Facebook, ha commentato così la lieve scossa di terremoto verificatasi nella notte tra giovedì e venerdì a Colli al Metauro, avvertita anche nei comuni limitrofi. A ridimensionare il fenomeno sono però i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, secondo cui si sarebbe trattato di una scossa di magnitudo 2.4.


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Quando qualcuno se ne va, per celebrare degnamente chi non c’è più non c’è niente di meglio delle parole di chi, a quella persona, ha davvero voluto bene. Ed è un affetto profondo quello che emerge dal ricordo di Giusy Costa, cara amica del compianto Giuliano Solazzi, l’imprenditore fanese recentemente scomparso a causa del coronavirus (i dettagli). Vi proponiamo di seguito le accorate parole forniteci proprio dalla persona che le ha volute fortemente scrivere.







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Oltre 3.200 persone controllate e ‘soltanto’ 78 multe. È il dato registrato durante le ultime due giornate di verifiche sul territorio della provincia di Pesaro e Urbino, in funzione dell’osservanza delle restrizioni per il coronavirus. Un numero a suo modo confortante, soprattutto se confrontato con quello del weekend di Pasqua (qui tutti i dati). Ma anche perché il numero di controlli è stato decisamente alto. In altre parole: un eventuale numero maggiore di sanzioni non sarebbe stato poi una sorpresa.


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Essere felici è diventato un po’ più complicato, ma in tanti ancora non si arrendono. Nonostante il coronavirus, nonostante la quarantena. Lo si evince dai racconti di voi lettori. Vi abbiamo invitato - attraverso la pagina Facebook di Vivere Fano - a descriverci la vostra Pasqua. In tanti avete rinunciato alla colomba, e in diversi avete dedicato un pensiero nostalgico ai vostri cari. Gli stessi che non avete potuto abbracciare in un giorno così significativo. Ma c’è anche chi sta tirando le somme e si dice prossimo alla separazione. La maggior parte di voi, però, è riuscito a cogliere il bello anche lì dove sembra non esserci, e ha saputo trasformare la Pasqua in una giornata di serena condivisione. Seguono i vostri messaggi, più un video extra.



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Il sole splende, la colonnina di mercurio va su. Ed ecco il primo bagno della stagione, proprio nel giorno di Pasqua. Peccato non si possa fare, e il motivo è ampiamente noto: le spiagge sono inaccessibili da settimane a causa delle restrizioni dovute al coronavirus. Inevitabile la multa per la 35enne fanese sorpresa in acqua dalla polizia locale, che nella sola giornata di Pasqua si è ritrovata a sanzionare anche altre tre persone.


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Quadruplicati i controlli, e lo stesso vale per le sanzioni emesse. C’è della coerenza tra i ‘passeggiatori’ della provincia di Pesaro: in proporzione al numero delle verifiche eseguite, tanti erano prima del weekend di Pasqua e tanti sono stati quelli pizzicati da forze dell’ordine e militari tra sabato, domenica e il lunedì di Pasquetta. Lo dicono i numeri della prefettura, cifre che sono anche conseguenza di un controllo più capillare – e ampiamente annunciato - del territorio durante un fine settimana considerato critico per via delle festività e della crescente voglia di farsi una gita fuori porta in barba alle restrizioni per il coronavirus.