Filisetti ha vinto. Ma la cultura della pace ha guadagnato nuova consapevolezza

2' di lettura 16/11/2020 - Sono passati 12 giorni da quando il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale delle Marche Marco Ugo Filisetti ha indirizzato una lettera agli studenti marchigiani per celebrare il 4 novembre esaltando i volontari che combatterono la prima guerra mondiale e scatenando un vespaio di polemiche. È tempo di tirare delle conclusioni.

Solo su Vivere Senigallia sono usciti 14 articoli sulla vicenda, 2 articoli che narravano i fatti, 10 comunicati stampa di condanna, 1 di solidarietà e il nostro editoriale che lanciava una petizione con l'invito a leggere Remarque.

Numerosissimi sono stati anche i commenti, non così sbilanciati come i comunicati stampa.

È indubbio che Filisetti, fino a ieri praticamente sconosciuto al di fuori del mondo della scuola, ha acquistato una visibilità notevole.

La sua lettera gli è costata l'apertura di un'indagine da parte del Ministero: il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale dovrà mandare una relazione su quanto accaduto a Roma. Sono convinto non ci saranno altre conseguenze.

La petizione di Vivere Senigallia che invitava Filisetti a leggere il libro di Remaque "Niente di nuovo sul fornte occidentale" dove vengono narrate le conseguenze di un sistema educativo simile a quello proposto nella celebre lettera ha raggiunto le 349 firme. È la prima volta che lancio una petizione e non mi rendo conto se questo numero sia alto o basso, personalmente me ne aspettavo molte di più.

Non c'è dubbio che Marco Ugo Filisetti esca vincitore da questa vicenda.

Eppure qualcosa si è mosso. Non tutto è come prima. Per spiegare la propria adesione alla petizione di Vivere Senigallia una giovane studentessa di nome Emma ha scritto: "Sono una giovane studentessa e voglio crescere in un mondo basato sulla pace, non sulla guerra".

Credo che questa frase dica tutto, senza bisogno di aggiungere altro.






Questo è un editoriale pubblicato il 16-11-2020 alle 00:01 sul giornale del 17 novembre 2020 - 432 letture

In questo articolo si parla di cultura, michele pinto, editoriale

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