Civitanova: Sanità al limite, mancano i medici, il dilemma del Covid Hospital: aprire l'ultimo modulo o sporcare gli ospedali

4' di lettura 16/11/2020 - L’allerta nella rete ospedaliera marchigiana sta salendo a livelli vicini al preoccupante ormai. Il problema nodale resta quello del personale medico.

Al pronto soccorso di Civitanova sono rimasti in fila per ore venti malati covid con necessità di essere ricoverati. Dieci sono stati dirottati verso Pesaro e Torrette, gli altri dieci troveranno posto nel quarto modulo del Covid Hospital, che è pronto ad aprire i battenti a brevissimo. Con il quinto che sarà verosimilmente occupato, come da richiesta della Regione Umbria, da pazienti umbri (con un equipe medica che arriverà insieme a loro direttamente da Perugia), resterebbe un ultimo modulo da 14 posti ancora utilizzabile per far fronte alla pandemia senza “sporcare” ospedali e cliniche private come era già successo a primavera nel corso della prima ondata.

Ed ecco il nodo personale: questi ultimi 14 posti, salvo che non salti fuori qualche colpo di scena, non potranno essere utilizzati perché non c’è personale disponibile. Ogni modulo necessita di circa una cinquantina tra medici, infermieri e tecnici vari e al momento non ce ne sono, a meno di non farne arrivare da altri ospedali, con la conseguenza di ridurre alcuni servizi e accorpare reparti. Ma è chiaro che la scelta verrà al pettine nel giro di poco tempo se la situazione non migliorerà: o si dirotta del personale al Covid Hospital o si “sporca” qualche ospedale. La coperta è corta, c’è poco da fare.

A lanciare l’allarme sulla saturazione delle strutture mediche marchigiane erano già stati i sindacati, che ora tornano a farsi sentire, dati alla mano. Secondo i dati giornalieri forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas), nelle Marche, infatti, il 37% dei posti letto di terapia intensiva è occupato da pazienti Covid, ben oltre la soglia critica di saturazione (30%) e anche superiore alla media nazionale (34%). Ma preoccupa soprattutto il quadro dei ricoveri in altri reparti (area non critica) dove i posti letto occupati da pazienti Covid nelle Marche raggiungono addirittura il 58%, superando ampiamente la soglia di saturazione (40%) oltre che la media nazionale (50%). In pratica le Marche sono la quinta regione, dopo Trentino, Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, ad avere la percentuale più alta di ricoveri covid sul totale dei posti letto. Il che sottolinea la difficoltà evidente di gestire il covid nelle reti territoriali extra-ospedaliere.

«Un quadro particolarmente difficile che mette a dura prova il personale sanitario ormai allo strenuo e che rischia di penalizzare i malati non covid, ai quali viene negata o rimandata una risposta ai propri bisogni di salute, perché negli ospedali o negli ambulatori non c’è posto e i tempi di attesa si allungano – scrivono in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil – questo non è il momento delle polemiche ma quello in cui tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini, sono chiamati a fare la propria parte con il massimo rigore e senso di responsabilità. Chiediamo pertanto alla Regione, aldilà delle valutazioni su come le Marche sono rientrate nella zona arancione, di mettere a disposizione tutti i dati utili a conoscere nel dettaglio il quadro della situazione e favorire un confronto aperto volto a far emergere soluzioni condivise per arrivare quanto prima possibile al superamento delle attuali criticità, a partire dal programmato incontro con l’assessore Saltamartini».

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Questo è un articolo pubblicato il 16-11-2020 alle 17:48 sul giornale del 17 novembre 2020 - 494 letture

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