Urbino: Coronavirus, chi è asintomatico non è malato, ma è vero? Risponde il professor Roberto Burioni

4' di lettura 09/11/2020 - A tenere banco in questi giorni è la discussione sullo stato di salute delle persone contagiate da coronavirus SARS-CoV-2 ma asintomatiche, sono da considerarsi sane? Sono malate? Fa chiarezza sul proprio blog, Medical Facts, il noto immunologo di orgine fermignanese, Roberto Burioni.

Asintomatico significa senza sintomi, il che in numerose condizioni cliniche non significa per niente non essere malati. I tumori - anche i più mortali - nelle fasi iniziali non danno sintomi, lo stesso vale per l’AIDS per molti anni. Queste persone, pur essendo asintomatiche, se si sottopongono a esami clinici possono scoprire di essere gravemente malate, cosa importante da sapere perché se non si cureranno andranno incontro a una morte certa (o quasi), e il fatto di non avere sintomi è parte del problema. Lo stesso vale per il diabete, per l’ipertensione arteriosa, per il glaucoma (la pressione eccessiva dei liquidi all’interno degli occhi): chi è malato non ha spesso nessun sintomo, ma se non cura la malattia andrà incontro a guai notevoli. Per questo i controlli sono indispensabili.

Cosa succede nel caso di COVID-19
Molte persone infettate dal coronavirus non hanno effettivamente sintomi, ma questo non vuole dire che siano sane. È oramai chiaro che in un numero non indifferente di queste persone, nonostante la completa mancanza di sintomi, i danni ci sono e non sono da poco. Citando Eric Topol, uno dei medici più autorevoli del pianeta ha dichiarato: «Una porzione molto grande di persone, sebbene colpite da un’infezione silente e senza sintomi, internamente stanno subendo colpi all’interno del loro corpo di cui neanche sono a conoscenza».

Qualcuno penserà che sia terrorismo, ma le cose stanno esattamente così e chi vi racconta qualcosa di diverso non vi dice la verità, che io ritengo debba essere sempre detta, in modo da informarvi correttamente. Chi è diffidente, o anche solo desidera approfondire può leggere l’articolo citato qui sotto, ma vi anticipo che la realtà OGGETTIVA è che molte infezioni asintomatiche sono effettivamente senza sintomi, ma non senza danni per l’organismo. Ovvio, qui parliamo di danni a breve termine, che magari guariranno completamente o daranno conseguenze a lungo termine. Ma è bene precisare che le conseguenze a lungo termine di quest’infezione le sapremo solo ed esclusivamente a lungo termine, per cui è inutile parlarne.

L’aspetto più importante
Chi è asintomatico, vogliate chiamarlo malato o no, può essere indubbiamente in grado di contagiare gli altri. Su questo non solo non c’è più alcun dubbio, ma è certo che una percentuale altissima di infezioni è provocata da persone asintomatiche. A questo punto, se questi asintomatici siano sani o meno diventa una discussione secondaria: questi asintomatici possono essere contagiosi e questo è il vero problema, visto il ruolo che possono avere nella diffusione della malattia, che non merita di essere commentata tanto è evidente.

Ora qualcuno potrebbe giustamente chiedere: ma su 1.000 infettati, quanti sono quelli che vanno incontro a conseguenze gravi, ovvero si ammalano sul serio e finiscono in ospedale? Permettetemi di rispondere che questo dato è ininfluente. Nel momento in cui i reparti ospedalieri e le terapie infettive stanno riempiendosi a ritmo vertiginoso di malati la percentuale di quanti finiscono in ospedale o in terapia intensiva è irrilevante. I numeri assoluti generati dalla grande contagiosità di questo virus sono in grado di mettere in crisi gravissima il nostro sistema sanitario, pregiudicando non solo la possibilità di offrire cure adeguate a tutti gli ammalati di COVID-19, ma anche la possibilità di curare molte altre malattie.

Per questo è meglio smetterla di giocare con le parole, diffondendo pericolose bugie che portano i cittadini a comportamenti scriteriati pericolosi per loro stessi e per la salute di tutta la comunità. Sta circolando un virus molto pericoloso, dobbiamo fare di tutto per diminuirne la trasmissione. Punto e basta.


Roberto Burioni






Questo è un articolo pubblicato il 09-11-2020 alle 16:36 sul giornale del 09 novembre 2020 - 1101 letture

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