Civitanova: Scatta il coprifuoco, Civitanova va in letargo

3' di lettura 07/11/2020 - Ore 22, minuto più minuto meno. In un venerdì sera qualsiasi a quest’ora sarebbe difficile trovare anche solo uno spillo per parcheggiare l’auto nelle vie del centro di Civitanova. Ma questi sono i tempi del covid, sono i tempi del coprifuoco e la storia è ben diversa.

Disobbedienza civile, invocavano i cittadini e le associazioni scese in piazza non più di una decina di giorni fa. Ma sembra passata una vita. Le saracinesche di negozi, bar e ristoranti sono abbassate da ore e con la temperatura che sera dopo sera si avvicina sempre più agli standard invernali non è che sia così piacevole stare in giro senza granché da fare. Per cui se già nei giorni scorsi non è che ci fossero orde di giovani e meno giovani a spasso tra piazza XX settembre, piazza Conchiglia e corso Umberto I, ora che il coprifuoco impone a tutti (salvo motivi di lavoro o di salute) di stare a casa tra le 22 e le 5 di mattina non si vede davvero anima viva nel cuore del centro cittadino. Un uomo passeggia con il cane, un paio di ragazzi sono seduti sulle scalette di quella che, a occhio, dovrebbe essere casa loro. Nient’altro. Niente musica, niente schiamazzi, niente cocktail. Dura lex sed lex.

Le luci nei palazzi del borgo marinaro sono accese più o meno ad ogni finestra, mentre qualche sporadica auto transita stancamente e quasi furtivamente fa perdere le proprie tracce. Una calma che non ha reso necessari nemmeno interventi e ronde da parte delle forze dell’ordine: non siamo più ai tempi del lockdown, con posti di blocco ad ogni angolo della città. Evidentemente, nonostante le proteste dei giorni scorsi, responsabilità e magari anche paura hanno preso il sopravvento.

Lo scenario non cambia granché dirigendosi verso il lungomare: all’interno di qualche ristorante che è rimasto aperto oltre il termine delle 18 perché organizzatosi per l’asporto si stanno ultimando le pulizie, ma l’aria pungente di novembre scoraggia di avventurarsi sull’ ampia passeggiata. Tutto tace, una leggera foschia rende la periferia civitanovese più simile a Silent Hill che alla Riccione marchigiana. Solo al Covid Hospital movimenti di auto e mezzi segnala un’insolita vitalità. Ma di quella di vitalità farebbero tutti volentieri a meno.

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Questo è un articolo pubblicato il 07-11-2020 alle 10:23 sul giornale del 09 novembre 2020 - 198 letture

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