Fano: L’ombra di ‘QAnon’ sulla campagna elettorale [FOTO]: imbrattati i manifesti di Mangialardi, Minardi e Orciari

2' di lettura 15/09/2020 - “X Legio QAnon”. È questa la scritta che dalla notte tra lunedì e martedì campeggia sui volti di tre candidati del PD alle imminenti elezioni regionali. O meglio, sui manifesti dei candidati fanesi al consiglio regionale Renato Claudio Minardi ed Emanuela Orciari, ma anche su quello del candidato governatore di centrosinistra Maurizio Mangialardi. Il tutto è avvenuto tra via Campania, via Ugo Bassi e le mura del Bastione Sangallo.

Dopo il grido d’allarme lanciato da Marta Ruggeri – capolista provinciale per il Movimento 5 Stelle -, che ha preannunciato che denuncerà chi le ha rivolto in Rete dei commenti sessisti (i dettagli), la campagna elettorale continua a inasprirsi proprio a pochi giorni dall’appuntamento con le urne.

A segnalare l’ultimo misfatto è stato proprio Minardi. “Questa notte – ha scritto sulla sua pagina Facebook - il mio manifesto elettorale, quello del candidato presidente Maurizio Mangialardi e di Emanuela Orciari sono stati imbrattati con frasi che richiamano al fascismo. Sono sconvolto e inorridito da questo ‘modo’ di fare politica e di dimostrare il proprio dissenso, aggressivo e codardo”. Un dissenso che – a dar retta alle parole scritte sui manifesti con un pennarello nero – rimanda anche alla teoria del complotto nata di recente negli Usa, chiamata ‘QAnon’ per via dell’unione di due parole: ‘Q’ – il ‘nome’ del fantomatico rivelatore che starebbe mettendo in Rete segreti determinanti per le sorti del pianeta – e ‘Anon’ – diminutivo di ‘anonymous’, in quanto non si conosce l’identità di chi sta diffondendo certe teorie.

“Al di là degli orientamenti politici di ognuno – ha aggiunto Minardi -, volete veramente consegnare le Marche a questi personaggi? La democrazia è la miglior forma di governo a cui possiamo aspirare e va difesa, sempre. La mia piena solidarietà ai colleghi per questo gesto ignobile: le Marche meritano molto di più di queste vigliaccherie. Andiamo avanti insieme per il bene della nostra Regione, che sarà sempre libera e democratica”.

Indignata anche la stessa Orciari. “Incivili e antidemocratici!”, ha tuonato. “Mi candido per portare un'esperienza, un pensiero e un punto di vista politico sul quale si può dissentire, ma tutti e tutte – ha concluso - abbiamo il diritto di essere rispettati!”.

Seguono alcune foto dei manifesti imbrattati.

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Questo è un articolo pubblicato il 15-09-2020 alle 16:28 sul giornale del 16 settembre 2020 - 324 letture

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