Ancona: 45enne ai domiciliari per stalking. Non si arrendeva alla storia d’amore finita

squadra mobile 3' di lettura 20/08/2020 - Non si arrendeva alla storia d’amore finita è così che aveva deciso di rendere alla sua ex la vita impossibile. 45enne in manette per stalking

Sono stati poliziotti della Mobile di Ancona, a seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, a mettere la parola fine allo stalking mettendo ai domiciliari l’orco nella sua abitazione. Si tratta di un incensurato quarantacinquenne responsabile di atti persecutori aggravati nei confronti dell’ex compagna. La vicenda trae origine dalla segnalazione di alcuni passanti fatta alla Centrale Operativa della Questura dorica, dopo aver assistito ad un acceso litigio verbale tra due persone. Nel mezzo delle indagini l’uomo aggravava la sua posizione, violando in maniera subdola, senza mai farsi cogliere in flagranza, le prescrizioni contenute nel provvedimento amministrativo di Ammonimento del Questore, di cui era già destinatario, perseverando nel sentirsi autorizzato a tenere stretta la sua vittima, senza lasciare mai la presa, incurante del provvedimento del questore e mostrandosi superiore a tutto.

L’ulteriore attività investigativa permetteva di provare il persistere degli atti persecutori, dove l’uomo continuava in ogni modo a tentare di convincere la sua vittima a tornare insieme, anche minacciando di suicidarsi o di fare del male a lei e a chi le sarebbe stato vicino. Ieri, in accoglimento della richiesta avanzata dalla Procura dorica, il Giudice emetteva la misura restrittiva, disponendone i domiciliari. Nelle ore successive alla misura, i poliziotti della Mobile si sono messi subito alle ricerche del persecutore, raggiungendolo in città mentre tentava per l’ennesima volta di intimorire a distanza la sua vittima. Lo scrupoloso lavoro della Sezione dedicata ai reati contro la persona e le fasce deboli è teso, da sempre, ad arginare le condotte vessatorie e maltrattanti, nel suo “teatro” più usuale: la famiglia, le relazioni interpersonali, affettive o di consuetudine. Le donne e gli uomini della sezione riescono a far denunciare presso gli uffici della Questura all’aggravarsi del quadro della vittima. È grazie all’ascolto delle stesse vittime, sopraffatte dalla forza intimidatrice dell’orco di turno, che riescono a trovare il coraggio di denunciare.

La sinergia tra opera di prevenzione, appannaggio legislativo del Questore, ed il contrasto giudiziario, costituisce oggi uno dei punti di forza della rete di protezione delle persone vulnerabili. Rilevanti, nel caso, sono stati i numeri dei provvedimenti adottati preventivamente dal Questore (8 ammonimenti), nonché il numero delle misure cautelari eseguite, in materia di maltrattamenti famigliari ed atti persecutori (stalking), in provincia, a partire da gennaio, considerato che i mesi di lockdown hanno determinato una drastica riduzione, in genere, di tutti i reati (-74% di reati sull’intero territorio nazionale nel solo mese di aprile). Da gennaio ad oggi sono state eseguite 9 misure cautelari per maltrattamenti in famiglia e stalking, ripartite tra divieti di avvicinamento e comunicazione (4), allontanamento dalla casa famigliare (1), divieto di dimora nel comune (1), custodia cautelare ai domiciliari (2), custodia cautelare in carcere (1). Sono stati operati altresì 2 arresti in flagranza, di cui uno per stalking e l’altro per pedo-pornografia e pedofilia. Strategica si è rivelata, sul metodo, la sensibilità del Questore Pallini nel pretendere una continua, combinata azione tra Mobile ed Ufficio Misure di Prevenzione dell’Anticrimine, oltre che con tutti gli attori attivi nel settore del contrasto preventivo alla violenza domestica, tra cui i servizi sociali dei comuni della Provincia, le preziose cooperative ed associazioni operanti direttamente in questo delicato settore.






Questo è un articolo pubblicato il 20-08-2020 alle 13:06 sul giornale del 21 agosto 2020 - 262 letture

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