Civitanova: Covid Hospital sì o no, ora decide il consiglio comunale, il comitato: "Si riporti la Fiera alla sua funzione"

4' di lettura 16/07/2020 - Sarà un consiglio comunale nel quale, viste le recenti fibrillazioni in maggioranza, può accadere di tutto quello in programma venerdì 17 luglio alle ore 21 (di nuovo in videoconferenza). Piatto forte tra i ben 20 punti all’ordine del giorno è ovviamente la delibera di indirizzo per l’utilizzo dei locali della Fiera come Covid Hospital.

Un atto fondamentale perché necessario a dare il via libera alla prosecuzione dell’esperienza della struttura, visto che la convenzione sottoscritta da Comune e Regione parla del 31 luglio come termine ultimo per il suo utilizzo “salvo ulteriori proroghe”. La giunta Ciarapica rischia grosso, con Fratelli d’Italia e il leghista “rivoltoso” Beruschi sul piede di guerra e un malcontento che si allarga anche a civici e indipendenti: il rischio spallata c’è eccome.

Nel merito della questione entra il comitato No Fiera Ospedale Covid-Civitanova, che auspica un voto contrario alla prosecuzione dell’esperienza per riportare la Fiera alla sua destinazione originaria. «Un consiglio comunale con la sconcertante esclusione del pubblico che nel rispetto delle norme Covid poteva essere presente – premette il comitato – la discussione cade in una situazione politica cittadina in fibrillazione, in uno scenario politico diverso da quando il sindaco Ciarapica, dopo la decisione in solitaria ma di concerto con il presidente della Regione Ceriscioli decise con una semplice comunicazione al consiglio comunale di concedere la Fiera alla Regione per realizzare un ospedale Covid provvisorio. Allora si trattò di un esproprio politico del consiglio comunale e della sua funzione di indirizzo e decisione. Oggi, forse complice la campagna elettorale, le bocche allora cucite della maggioranza sono esplose con il passaggio del sindaco a Forza Italia e la sconcertante decisione di spendere 100 mila euro per il Motor Days».

Il no del comitato parte anche dal fatto che, ad oggi, il presidente della Regione Ceriscioli non ha ancora chiesto di usare la clausola della convenzione che prevede la richiesta di proroga. «Cautela, incertezza o presa d’atto dell’inutilità della astronave, magari dislocando le 84 postazioni sanitarie negli ospedali marchigiani? – si chiede il gruppo No Fiera Ospedale Covid – oppure a Palazzo Raffaello si spera in una sorta di via libera, di "congelamento" da parte del sindaco Ciarapica o dal consiglio comunale che opzioni una proroga del Covid Hospital visto che a livello governativo si ipotizza una proroga dello stato di emergenza da parte del governo Conte. Una emergenza che comunque sarebbe di breve durata e di contenuti affidati non più ai Dpcm ma a decreti legge».

Resta poi sospesa la questione delle migliorie promesse da Ceriscioli per l’ospedale di Civitanova Alta e non solo. «Che fine hanno fatto le promesse relativamente al completamento del locali dell’ospedale di zona e alla fermata in zona Fiera della linea ferroviaria Civitanova-Albacina? – prosegue il comitato – le nostre osservazioni e critiche sono relative ai metodi e contenuti della assurda trasformazione della Fiera in Ospedale Covid ma siamo convinti che il Covid debba essere affrontato con misure di prevenzione personale, con i tracciamenti e rafforzando i presidi medici sui territori, con controlli rigorosi e dotando e rafforzando negli ospedali le strutture necessarie, il pesonale medico e paramedico e rigorosi controlli. Rimaniamo su una posizione di responsabile contrarietà alla proroga condivisa da più di 1000 sottoscrittori della nostra petizione online. Sulla Fiera non abbiamo dubbi: deve essere lo struttura per la quale è stata realizzata: promozione dell’economia del territorio e del distretto produttivo, dotandola di un riferimento tecnico e amministrativo certo. Certo è che su questo tema sarebbe grave una decisione ambigua che congeli lo stato di fatto».

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Questo è un articolo pubblicato il 16-07-2020 alle 15:00 sul giornale del 17 luglio 2020 - 255 letture

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