Urbino: “St***za, t***a, vaf*****lo”, lessico parlamentare del nuovo Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Urbino

3' di lettura 27/06/2020 - Lo hanno portato via a braccio. In quattro. Come si fa con quei sacchi neri di liquami ammorbati di fetore. Lo hanno cacciato da un emiciclo in cui non avrebbe mai dovuto sostare, nemmeno con un biglietto pagato. Lo hanno portato fuori, abbandonandolo al suo male, alle sue infermità o piuttosto a quello che resta di lui.

Perché questo non è più un uomo. Questa è la parte residuale di una creatura andata a male. Appassita ed andata a male. Che non vuole più stare con se stessa. E per questo incolpa il mondo. E per questo, ogni volta è disposta a morire ed uccidere per un semplice no, avverso.

È stato insultato. “Pagliaccio, vergognati”, gli gridavano. Tutto il mondo ha assistito a quella patetica e straziante scena. Piena di tristezza e compassione, celebrata in una grottesca maledizione di se stesso.

Questo uomo immorale ed indecente, cannibale che imbratta ogni cosa, già aborrito e detestato Presidente del Mart di Rovereto, sarà il nuovo Pastore-Presidente del gregge di ragazzi dell’Accademia di Belle Arti di Urbino. Scelto e voluto dagli stessi insegnanti. I quali tra l’altro, si sono affacciati corporativi in un lungo testo apparso sul quotidiano locale, “Il Resto del Padrone”, troppo lungo per reggere alle sgrammaticature ed alle evidenti insofferenze con la lingua Italiana, in cui si deplorano senza alcun ingegno e si censurano, tutti coloro che avessero osato criticare la scelta di Sgarbi a Presidente. Quasi una difesa parentale. Storpiando nel contempo, la vocazione ed il significato stesso di Accademia, quale luogo aperto di dialogo.

I Professori hanno scelto Sgarbi. Basta! nessuno può interferire. Nessuno può commentare. Atteggiamento quasi da regime. Questa tendenza primitiva, di insofferenza alle critiche, alla disapprovazione altrui, che rivela un disturbo di personalità, mi fa pensare che in ogni caso chi critica, riesce a dare il meglio di sè, proprio nel mentre gli altri hanno dato il peggio. E Sgarbi sarà per certo, il peggio dei Presidenti possibili. Perché ne abbiamo avuto già conferma nei dieci anni trascorsi in quello stesso incarico, nella stessa Accademia. Perché è uno scarto. Di poco conto. Smodatamente loquace. Capace solo di deiezioni mentali. Incapace di scaldare qualsiasi ambiente, in quanto fenditura o spiffero d’aria gelida, che uccide chiunque per il freddo. Perché è inefficace, inefficiente, infruttuoso, superficiale, vano e pericolosamente virale.

Dunque cari ragazzi dell’Accademia un grande in bocca al lupo. Con l’invito di resistere alla tentazione di macchiare la vostra innocenza con gli spurghi di cattivi Modelli, di cattivi Maestri e di cattivi Presidenti. E con la speranza vivida, inoltre, di una vostra auspicabile precoce maturità, che vi permetta di disobbedire e trasgredire e rifiutare l’accordo stipulato il 26 marzo ultimo scorso, tra Benelli Armi di Urbino, ovvero tra l’odioso fabbricante di morte cittadino (onorato da tutte le istituzioni tanto farne un cittadino eccellente ed onorario) e la Vostra Accademia, per una stretta collaborazione scientifico didattica (?) integrata al ciclo di sviluppo del fucile.

Cari ragazzi, che vi immagino biondi e mansueti nella vostra giovinezza, sarete costretti a prestare la vostra collaborazione all’armiere Ing. Moretti per sviluppare e migliorare strumenti di morte. Vivaddio! Un‘Accademia di Belle Arti, una scuola, che dovrebbe essere il momento di relazione, di cura, e di apprendimento, si presta invece, a sviluppare armi!!!! Ha dell’incredibile. E siccome le armi sono segni, strumenti di violenza, si sappia che all’Accademia di Belle Arti di Urbino, vengono praticate indimenticabili e leggiadre lezioni che mai nessun ragazzo dovrebbe imparare.

Pertanto, poco stimati insindacabili Professori, che non amate essere criticati nelle vostre scelte, che non amate il confronto, forse perché inadeguati, sappiate che ci preoccupate molto!






Questo è un articolo pubblicato il 27-06-2020 alle 20:57 sul giornale del 27 giugno 2020 - 2742 letture

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