Fano: Silvia Romano libera: “Sono stata forte e ho resistito”. La gioia dei genitori e di Africa Milele

3' di lettura 10/05/2020 - In un’epoca in cui è particolarmente difficile poter dispensare delle buone notizie, la liberazione di Silvia Romano ha veramente rappresentato una gioia inattesa. È stato per tutti un momento di rara bellezza, e si può soltanto immaginare cosa stiano provando i suoi genitori all’idea di poterla riabbracciare dopo diciassette mesi di prigionia. La contentezza è di certo il comun denominatore dei tanti interventi susseguitisi da sabato pomeriggio dopo l’annuncio della liberazione della cooperante della ong fanese Africa Milele, rapita il 20 novembre 2018 in Kenya e finita nelle mani di Al Shabaab, gruppo terrorista somalo affiliato ad al Qaeda (i dettagli).

Le prime parole di Silvia da donna di nuovo libera sono state un vero conforto. “Sono stata forte e ho resistito, sto bene e non vedo l'ora di ritornare in Italia”, ha detto dal compound di Mogadiscio in cui è stata condotta dalle forze internazionali, in attesa del volo con un mezzo dell’Aise pronto a riportarla a casa alle 14 di domenica, con atterraggio previsto a Ciampino.

Incredulità e legittimo smarrimento trapelano invece dalle prime dichiarazioni dei suoi genitori. "Lasciatemi respirare, devo reggere l'urto. Finché non sento la voce di mia figlia per me non è vero al cento per cento", ha detto papà Enzo all’Ansa. "Devo ancora realizzare – ha aggiunto -, la felicità è talmente grande che scoppia. Non m’interessa di nessun altro, solo di riabbracciare mia figlia dopo 17 mesi". Ed era ancora in attesa della chiamata dalla Farnesina quando mamma Francesca ha dichiarato: “Sono felicissima, frastornata, non me l'aspettavo”. Grande festa anche per Africa Milele: “Bentornata Silvia, tutti noi ti abbiamo aspettato, sempre”, si legge sulla pagina Facebook dell’ong fanese. Anche i 'colleghi' de L'Africa Chiama hanno voluto condividere la loro gioia. "Pochi minuti - si legge sui social - fa siamo stati travolti da una grande emozione e felicità nell'apprendere che Silvia Romano è stata liberata! Per tutti noi, come per tutto il mondo della cooperazione internazionale e per i tantissimi giovani che decidono di dedicare parte della propria vita in difesa dei diritti delle popolazioni più vulnerabili del mondo, è un'ondata di ottimismo e rassicurazione. Non possiamo neanche immaginarci la gioia della famiglia e dei suoi cari, a cui non possiamo che unirci in questo giorno di grande sollievo".

Il primo a dare la notizia della liberazione è stato il premier Giuseppe Conte. “Silvia Romano è stata liberata!”, ha scritto su Twitter. “Ringrazio le donne e gli uomini dei servizi di intelligence esterna. Silvia, ti aspettiamo in Italia!”, ha aggiunto con soddisfazione. Sulla stessa onda anche il ministro degli esteri Luigi di Maio. "Lo Stato non lascia indietro nessuno", ha scritto riservando un abbraccio alla famiglia. "E un grazie alla nostra intelligence, all'Aise, in particolare, alla Farnesina e a tutti coloro che ci hanno lavorato”, ha concluso.

E mentre a Milano – città natale di Silvia – tra un inno di Mameli e l’altro si suonano e si cantano dai balconi le canzoni preferite dalla concittadina finalmente libera, sui social è scattato da ore l’immancabile tam tam, un tripudio di gioia espresso da politici, istituzioni e artisti di ogni ordine e grado, tra cui anche Alessandro Gassman e Lorenzo Jovanotti. In prima linea anche il vignettista Mauro Biani – uno degli ospiti, tra l’altro, della scorsa edizione di Passaggi Festival -, che in più momenti ha dedicato i suoi lavori a Silvia e alla causa della sua liberazione.


Seguono le foto della cooperante (qui la sua scheda) e le vignette di Biani.

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Questo è un articolo pubblicato il 10-05-2020 alle 10:25 sul giornale del 11 maggio 2020 - 284 letture

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