Civitanova: Coronavirus, l'ospedale fa spazio ai contagiati, Ciarapica: nessuna condivisione, garanzie che si torni alla situazione precedente

3' di lettura 14/03/2020 - Maggiore coinvolgimento dei sindaci nelle decisioni importanti riguardanti l’emergenza coronavirus e garanzie sul futuro. Sono le richieste del primo cittadino Fabrizio Ciarapica dopo la decisione della giunta regionale di trasformare Civitanova in Covid-Hospital.

«Certamente dobbiamo fronteggiare tutti insieme e con senso di responsabilità questa emergenza, ma chiedo una maggior informazione e condivisione tempestiva da parte delle autorità regionali – dice il sindaco – noi sindaci siamo i primi interlocutori del territorio e la popolazione si aspetta da noi risposte celeri e certe. Non è accettabile che i sindaci siano tenuti fuori dalle decisioni, noi siamo il primo front office dei nostri cittadini. Pur ribadendo naturalmente la disponibilità del nostro ospedale per fronteggiare l’emergenza coronavirus, vorremmo essere coinvolti nelle decisioni. Ieri con una delibera scritta si era garantito riporto testualmente che “le Unità Operative di Ematologia, Medicina, Allergologia, Cardiologia possono continuare la loro attività secondo le ultime indicazioni” e anche “Ortopedia potrà garantire tutta la traumatologia e le urgenze con percorsi dedicati”. In sintesi ci era stato messo nero su bianco che questi reparti sarebbero rimasti in sede. Diversamente per altri settori ci sarebbe stato uno smantellamento graduale verso Macerata. Nel corso della notte, però, si decide diversamente e senza una comunicazione ufficiale di smantellare l’intero Ospedale, compresa la Medicina e l’Ematologia per un totale di 42 degenti, con in più quattro camere sterili che fra l’altro non possono essere utilizzate per i malati Covid-19. La comunicazione è arrivata ai medici con una semplice mail. Ora, sapete chi è ricoverato in Medicina ed Ematologia? Malati leucemici gravissimi e trapiantati che certo non potrebbero permettersi di sopportare spostamenti. Non posso entrare nel merito, ma certamente questo metodo non trova la mia approvazione. C’è bisogno di condivisione e di correttezza istituzionale, oggi più che mai. La Regione si sta muovendo in modo scorretto senza darci comunicazione e facendoci trovare di fronte a decisioni già prese».

Dietro le parole del sindaco c’è il timore che lo smantellamento sia una scelta definitiva. «A questo punto esigiamo che ci venga scritto che il nostro ospedale, finita l’emergenza, che spero davvero termini il prima possibile, ritorni nella situazione ex ante, cioè come era prima della pandemia, avendo rafforzato la struttura con la messa a regime anche dei due piani inutilizzati – finisce Ciarapica – i cittadini devono sapere che abbiamo a disposizione 800 metri quadrati per piano, almeno ora sapranno come sono stati investiti i loro soldi».

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Questo è un articolo pubblicato il 14-03-2020 alle 18:17 sul giornale del 16 marzo 2020 - 626 letture

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