Referendum sul taglio dei parlamentari. Pinto: "Aderisco al comitato per il NO, sull'argomento scriveranno gli altri membri della redazione"

2' di lettura 02/03/2020 - Da quando ho fondato questo giornale nel 2003 non mi sono mai schierato. Anche se come tutti ho le miee idee faccio di tutto per svolgere il mio mestiere in maniera imparziale, dando spazio a tutti. Il referendum del prossimo 29 marzo però mi ha spinto a prendere una posizione pubblica. E questo per un motivo molto semplice: la vittoria del SI danneggerebbe direttamente la nostra città e tutto il territorio.

La Costituzione Italiana all'articolo 67 recita: "Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato." Questo non toglie che un parlamentare conosca meglio le esigenze del territorio da cui proviene e che sia decisamente più facile per chi ha un'istanza presentarla ad un parlamentare della propria città.

Oggi i collegi elettorali sono già molto grandi, perché solo un terzo dei parlamentari viene eletto nei collegi. I due terzi sono eletti con il proporzionale su base regionale.
Alla Camera oggi il Collegio Uninominale Marche 5 comprende 26 comuni, tra cui Fano, Senigallia e Falconara Marittima.
Al Senato il Collegio Uninominale Marche 1 comprende 69 comuni, tra i quali tutta la provincia di Pesaro e Urbino.
Tagliando di un terzo i parlamentari, come vuole la riforma Costituzionale sulla quale siamo chiamati ad esprimerci, i collegi verranno ingranditi ancora. lLe possibilità di eleggere un parlamentare del nostro territorio diventeranno ancora minori.

Dobbiamo anche considerare che le Marche sono una piccola regione, penalizzata dal gioco dei resti e dal malcostume - che ho spesso denunciato invano - dei candidati "paracadutati". Candidati che vengono piazzati dai partiti in collegi ritenuti sicuri, ma che con il Collegio elettorale non hanno nulla a che fare.

Per difendere la possibilità del nostro territorio di eleggere un proprio rappresentante in Parlamento vi invito a Votare NO il 29 marzo.

Vivere Senigallia, ovviamente, continuerà comunque ad ospitare gli interventi di chi ritiene sia opportuno votare SI. Questo è e rimarrà sempre un giornale aperto a tutti.

Io, personalmente, non scriverò più - da direttore - su questo argomento. Lo faranno i miei colleghi. Se avrò qualcosa da dire lo farò con un comunicato stampa, come potrebbe fare un qualsiasi cittadino. Mi è sembrato doveroso nei confronti dei lettori spiegare pubblicamente il perché di questa mia posizione e la mia adesione al Comitato per il NO.






Questo è un editoriale pubblicato il 02-03-2020 alle 23:59 sul giornale del 04 marzo 2020 - 571 letture

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