Civitanova: Evasione fiscale da oltre mezzo milione di euro, la Finanza inchioda un imprenditore

guardia di finanza 2' di lettura 02/03/2020 - Anni di attività senza presentare dichiarazioni delle imposte sui redditi e dell’Iva, ma alla fine le indagini della Guardia di Finanza hanno inchiodato un imprenditore civitanovese.

Le investigazioni, svolte dai finanzieri della Compagnia di Civitanova, hanno consentito, in assenza di scritture contabili occultate dall’imprenditore, operante nel settore del commercio all’ingrosso di pellami, di ricostruire analiticamente i rapporti economici intrattenuti con una fitta rete di clienti e fornitori sparsi su tutto il territorio nazionale. Ciò ha portato, quindi, a delineare la reale posizione fiscale del commerciante, il quale, nonostante avesse realizzato un cospicuo volume di affari, aveva omesso la presentazione delle dichiarazioni annuali. Delineata l’entità dell’imposta evasa (oltre mezzo milione di euro), risultata tale da superare le soglie di punibilità previste per i reati tributari, il responsabile è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata, proponendo l’applicazione di misure cautelari reali sui beni nella propria disponibilità. In relazione a quanto emerso, su richiesta della Procura della Repubblica, il GIP presso il Tribunale di Macerata ha disposto il sequestro per equivalente di beni e disponibilità finanziarie fino a concorrenza delle imposte evase: le Fiamme Gialle civitanovesi hanno così sottoposto a sequestro una villetta con annesso magazzino, un’autovettura e due motocicli per un valore complessivo di circa 350 mila euro.

«Il sequestro per equivalente è uno degli strumenti più efficaci per contrastare l’evasione fiscale – ricorda la il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Macerata – è la migliore risposta per rendere immediatamente esecutivo il prelievo erariale e scoraggiare gli imprenditori disonesti che, confidando anche nelle lunghezze burocratiche, pensano di poterla fare franca spogliandosi dei beni o intestandoli a prestanome. In tal senso, a Macerata, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica e Agenzia delle Entrate operano sinergicamente attraverso uno specifico protocollo d’intesa, sottoscritto nel 2015, che porta, in presenza di reati tributari, all’ottenimento in tempi brevi del sequestro di una quota equivalente di beni commisurati all’evasione fiscale perpetrata. È una sorta di corsia preferenziale che viene accordata proprio per colpire le gravi evasioni d’imposta ed impedire che i beni dei trasgressori vengano fatti “sparire” prima che arrivi il giudizio del contenzioso».






Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2020 alle 12:37 sul giornale del 03 marzo 2020 - 1877 letture

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