Fano: “Ti ricorderemo così, sorridente e spensierata”: tragedia fuori dalla disco, l’ultimo saluto a Elisa Rondina

6' di lettura 12/01/2020 - Auto già posteggiate, tante altre ancora in arrivo. Polizia locale e carabinieri hanno controllato il traffico sin dalla Flaminia. Le macchine si sono arrampicate sulle vie laterali pur di parcheggiare. Mancava soltanto un quarto d’ora all’inizio della cerimonia funebre, e all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Croce di Calcinelli (Colli al Metauro) non restava che qualche posto in piedi. Fuori c’erano almeno altre duecento persone. Sotto un sole tiepido, stavano aspettando il feretro di Elisa Rondina per darle l’ultimo saluto. Perché la maestra 43enne non c’è più, travolta da un ubriaco – ora ai domiciliari - tra il 5 e il 6 gennaio sull’Arceviese dopo essere uscita dalla discoteca Megà. Era insieme all’amica Sonia Farris. Stesso epilogo per entrambe, stesso tragico destino.

Quella di sabato, per Calcinelli, è stata una giornata nera. Nera come il lutto – divenuto “cittadino” per volontà del sindaco Stefano Aguzzi -, nera come la rabbia per quanto accaduto. Don Giuseppe Monaco, però, ha invitato tutti a mettere da parte certi sentimenti, per lasciare spazio a Cristo e al suo messaggio di speranza. Difficile dire se la comunità di Calcinelli ce l’abbia fatta, o se ci abbia quantomeno provato. Di certo ha voluto rendere omaggio a Elisa, esprimendo attraverso la sua massiva presenza il suo duplice dolore per aver perso due preziose perle in un colpo solo.

Una tragedia che non ha bisogno di commenti. Soltanto lacrime e rispetto, rispetto e lacrime. Un rispetto espresso attraverso il silenzio con cui, alle 10 30 in punto, Elisa è stata accolta. Le lacrime, invece, sono state quelle dei presenti, uniti nel ricordo e nella preghiera. “Quest’ultima – ha detto Don Giuseppe - ci aiuta a riempire il cuore che ora è segnato dal vuoto, e ci dà una mano contro l'amarezza e la rabbia scaturite da eventi come questi. Attraverso la preghiera impariamo ad accogliere Dio, che in questi frangenti ci chiede un atto di fede e di adesione. È una promessa di speranza. Dov'è, morte, il tuo pungiglione? Dio, accogli Elisa nella grazia. La stessa grazia che lei, in vita, ha già celebrato. Noi, intanto, allarghiamo i nostri cuori. Non dobbiamo aver paura della fatica di questo momento”.

Parole che sanno di sacro, e che si mescolano ai racconti di vita quotidiana. È attraverso le azioni di tutti i giorni, infatti, che Elisa ha dimostrato tutto il suo valore, lasciando un segno profondo tra amici, familiari e non solo. “Cara Elisa – hanno detto i suoi colleghi provati da una commozione che toglie il fiato -, nel gruppo degli insegnanti avevi scritto che per il 2020 speravi in un anno migliore per tutti. Beh, non lo è. Tu eri allegra, con una grande voglia di vivere. Eri tu, spesso, quella che organizzava i pranzi. Agli alunni sapevi insegnare, ma anche trasmettere tanta positività. Amavi il tuo lavoro, ed eri sempre pronta a collaborare con tutti. Vogliamo ricordarti così, sorridente e spensierata, come ti abbiamo visto prima delle vacanze natalizie. La tua immagine resterà con noi, ci accompagnerà nel nostro lavoro e nel nostro tempo insieme, quello di tutti i giorni. Desideriamo dirti questo, anche se ora soltanto il silenzio si addice al grande vuoto che ci hai lasciato”.

Un vuoto che attanaglia, e lascia tanti – forse troppi – interrogativi. Soprattutto tra i bambini, forse non i più adatti a trovare le risposte. Di certo i più bravi a darsi una consolazione. “Cara maestra Elisa - ha detto uno dei suoi alunni della scuola elementare Giovanni Falcone di Tavernelle -, non importa se sei lassù e non ci puoi toccare. Ci basta sapere che tu sei qui con noi”. Certo, la mancanza è grande, proprio perché Elisa era davvero brava a parlare la lingua dei più piccoli. A insegnare loro le cose con la seria leggerezza che occorre. “Vorrei che fossi ancora a scuola con noi – ha detto un altro alunno -, per leggere, scrivere e anche per divertirci. Come quando tu ballavi, mentre noi cantavamo la canzone della mongolfiera. Ora sei volata in cielo, proprio come lei”. Tra gli altri anche una bimba che non ha nascosto la sua predilezione per la maestra Elisa. “Eri la mia preferita – ha detto -, e mi spiace per quello che ti è successo. Anche se il destino ha voluto dividerci resterai sempre nel nostro cuore”. Poi le mani di tutti si sono uniti in un unico assolo, un applauso scrosciante e condiviso.

A colpire è il modo in cui Elisa affrontava ogni cosa (qui il racconto delle amiche). Ma anche la sua dedizione, come rimarcato pure da Don Giuseppe. “Veniva a Messa tutte le domeniche”, ha detto, ricordando l’ultima volta che l’ha confessata: la vigilia di Natale. Ma è soprattutto il suo sorriso a rimanere indelebile, proprio come quello di Sonia (qui il ricordo del fidanzato). “Siamo increduli e frastornati – hanno detto gli amici con cui Elisa ha condiviso tante camminate -, e per noi sei e sarai sempre una persona speciale. Dai sani principi, e sempre pronta a partecipare sorridendo”. Toccanti anche le parole di un’altra maestra. Non una collega, ma una ragazza con cui Elisa aveva frequentato un corso d’inglese del Miur, e che - ricordatasi di lei - ha voluto renderle omaggio per un’ultima volta. “Elisa – ha detto - ci ha ricordato ancora una volta che abbiamo tutti il diritto e il dovere di vivere pienamente ogni istante che ci viene donato. E di condividerlo con i nostri cari, così da potercene andare in qualunque imprevedibile istante senza rimorsi e senza rimpianti. Non siamo i padroni assoluti della nostra vita, ma padroni di darle un senso sì”.

Poi l’ultimissimo saluto, le parole del parroco sulla vicinanza del vescovo Armando, infine l’uscita dalla chiesa. Il sole tiepido aveva già lasciato il posto a una gelida foschia, unita a una brezza che ha fatto volare via in pochi secondi i tanti palloncini bianchi lanciati in aria. Ad alcuni di essi era stato legato un biglietto a forma di cuore con un messaggio per Elisa. Uno di questi, salendo, è rimasto incastrato tra i rami secchi dell’albero lì di fronte. Come a non volersene andare. Un po’ come il ricordo di lei.

Seguono alcune foto di Elisa e della cerimonia funebre.








Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2020 alle 00:13 sul giornale del 13 gennaio 2020 - 2028 letture

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