Fano: Il grande cuore di Sonia: tragedia dopo la disco, l’abbraccio di Calcinelli per la “ragazza pura”

6' di lettura 12/01/2020 - “Chiuso per lutto cittadino dalle 14 45 alle 16 30”. Questo c’era scritto fuori da un tabacchi che aveva appena abbassato la saracinesca. Il titolare stava sistemando il cartello proprio in quel momento, prima di dirigersi verso la chiesa di Santa Croce. Lo stesso aveva già fatto il bar poco più avanti, e così tanti altri. Calcinelli di Colli al Metauro, un paese fantasma reso tale dalla sua duplice perdita. La mattina stessa si era già pianto per la maestra 43enne Elisa Rondina. Poche ore dopo – alle 15 – la comunità si è riunita di nuovo per rendere omaggio a un’altra sua figlia scomparsa troppo presto: la parrucchiera 34enne Sonia Farris. Entrambe le ragazze sono state strappate alla vita da un ubriaco al volante, che nella notte tra il 5 e il 6 gennaio le ha travolte lungo l’Arceviese. Tutti e tre erano appena usciti dalla discoteca Megà. Soltanto uno è tornato a casa: l’investitore. E dovrà restarci, dati i domiciliari.

A Calcinelli, invece, le due giovani donne non sono più tornate. Così la frazione di Colli al Metauro si è ritrovata a scrivere una delle sue pagine più nere. Un giorno di lutto cittadino, come deciso dal sindaco Stefano Aguzzi, con un doppio funerale che è sembrato quasi un’unica cerimonia in due atti. Stessa tragedia, stesso dolore condiviso. Dal tabaccaio, dal barista, e dalle tante gocce di quel fiume umano che - tanto la mattina quanto il pomeriggio - si è diretto verso la chiesa, con tanto di affluenti che provenivano dalle vie laterali.

Uno strazio l’arrivo del feretro di Sonia. L’amata parrucchiera è stata accolta tra le lacrime dei familiari più stretti, sulle note dell’”Hallelujah” di Leonard Cohen. Un attimo dopo qualcuno si è alzato. Ha voluto aggiustare i fiori posizionati di fronte al piccolo altare dedicato alla ragazza. Perché il momento era straziante, sì, ma anche solenne. Tutto doveva essere a suo modo perfetto, per salutare un’ultima volta la dolcissima Sonia. Lei che probabilmente non avrebbe voluto vedere i suoi cari soffrire in quel modo. Lei che si preoccupava sempre per gli altri. Lei che contagiava il mondo con la sua “risata lirica”.

Ci ha pensato Don Giuseppe Monaco, per primo, a portare qualche parola di speranza, comunicando anche la vicinanza del vescovo Armando, così come aveva già fatto la mattina durante il funerale di Elisa (qui il nostro racconto). Il parroco ha invitato i presenti – tanti, tantissimi, data la chiesa gremita – ad avere fortemente fiducia nel Signore, così come nella sua capacità di asciugare le nostre lacrime. “Dio – ha detto - ci invita ad aprire occhi e cuore alle sue parole, le quali ci aiutano a comprendere gli eventi della vita. Questa tragedia ha coinvolto due ragazze, due famiglie, un intero territorio. E magari ci siamo arrabbiati con il Signore per quanto accaduto, ma i pensieri e i tempi degli uomini non sono quelli di Dio. Forse, questo, non lo abbiamo ancora capito. So che è dura, ma dobbiamo fare i conti con la nostra fragilità di esseri umani. Affidandoci a Cristo andiamo incontro a una vita nuova. Invece i nostri cuori si sono induriti. Eppure – ha aggiunto - abbiamo bisogno che il nostro cuore torni a essere di carne, affinché sappia accogliere e amare”.

Tutte cose che Sonia faceva con naturalezza. Di certo l’indimenticabile parrucchiera di Calcinelli sapeva bene cosa fosse l’empatia. Non era soltanto simpatica e scherzosa. Di lei si ricorderà soprattutto la propensione verso gli altri. “Un giorno – ha concluso Don Giuseppe - Sonia mi ha suonato il campanello. Le ho aperto, e scherzando le ho chiesto: ‘Sarai mica venuta a farmi i capelli?’. Mi ha risposto di no. Mi ha detto: ‘Sono venuta a parlare del problema di una persona”. È questa, forse, la vera eredità di Sonia. Ci ha insegnato cosa significhi mantenersi attenti alla vita degli altri. Ci ha mostrato che c’è speranza oltre la barriera invisibile dell’egoismo e della cattiveria. Oltre il cuore indurito, insomma.

Quello di Sonia era certamente rimasto di carne, come testimoniato dal suo ragazzo Francesco (qui il suo racconto), ma anche dalle sue amiche. “Ho sempre sospettato che fossi un angelo sulla Terra – ha detto una di loro a nome di tutte -, e forse avevo ragione, perché ora Dio ti ha voluto al suo fianco. Nonostante la tua vita non sia stata sempre facile, la cattiveria non faceva parte di te. Anzi, posso veramente dire che sei stata la ragazza più pura che abbia mai conosciuto. Ti dicevo sempre di non cambiare mai, ricordi? Di non ascoltare nessuno, perché tu eri speciale come pochissime persone al mondo. Io non posso credere che non potremo mai più chiacchierare e confidarci. Non posso credere che non ti vedrò mai più, non posso credere che non sentirò più la tua bellissima risata! Quanti bei doni avevi… Io non sapevo ridere come te. Forse lo facevo da piccola, ma la vita, tra i mille pensieri, ti fa dimenticare che si può ridere cosi spontaneamente. Ecco perché eri speciale, perché eri vera e spontanea, e ti distinguevi da tutte le maschere che vedo in giro. Come farò senza di te? Mi mancherai tantissimo, amica, e non posso credere che non potremo più crescere insieme. Abbi cura di te, lassù. Ti abbraccio forte”.

Gli abbracci, poi, sono stati anche quelli che i presenti hanno riservato alla famiglia di Sonia. Alla mamma, al papà, al fratello e alla sorella della parrucchiera scomparsa. Tutti visibilmente – e inevitabilmente – provati. Ma il calore nei loro confronti è stato tanto, una vicinanza da togliere il fiato, tanto da dover spostare le panche attorno per poterci stare tutti e per poter respirare. Infine l’attesa dal sagrato. La salma di Sonia è uscita dalla chiesa, accolta tra le lacrime e gli applausi. Anche per lei tanti palloncini bianchi in volo, ma anche alcuni rossi a forma di cuore. Tutti insieme hanno preso la via del cielo, proprio come Sonia. Non si era ancora fatta notte. Da giù, impigliato tra i rami, si vedeva ancora il biglietto dedicato alla sua amica Elisa.


Seguono alcune foto di Sonia e della cerimonia funebre.








Questo è un articolo pubblicato il 12-01-2020 alle 18:29 sul giornale del 13 gennaio 2020 - 1304 letture

In questo articolo si parla di cronaca, calcinelli, articolo, colli al metauro, Simone Celli, lutti, tragedia megà, sonia farris, elisa rondina

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/beWu