Fano: Addio a Don Gabriele, storico parroco della Gran Madre di Dio

3' di lettura 11/01/2020 - Una giovialità spontanea, mai ostentata. La battuta pronta, spesso anche in dialetto, forse per darle ancora più “spinta”. E poi la leggerezza anche dentro il confessionale, consapevole di come si potesse volare leggeri pure nei momenti più sacri. Infine la sua voce, talvolta soltanto sussurrata, quasi sempre giocosa, ma capace di farsi seria – addirittura austera – quando necessario. E come dimenticare il suo amore per la bici, in sella alla quale lo si è visto girare fino a poco tempo fa, come un Don Matteo in salsa fanese. Don Gabriele Belacchi – “Donga”, come in tanti lo chiamavano - verrà ricordato per tutto questo e tanto altro ancora. Se n’è andato a 92 anni mezzora dopo la mezzanotte di sabato 11 gennaio, lasciando un vuoto incolmabile tra fedeli, amici e parenti.

Si è spento a causa di un’emoraggia interna che negli ultimi giorni l’aveva ridotto in coma. Don Gabriele era nato a San Costanzo il 22 novembre 1927, ed era stato ordinato presbitero nella cattedrale di Fano il 29 giugno 1950. È stato per più di cinquant’anni anni il parroco della Gran Madre di Dio nel quartiere di San Lazzaro, e tutti lo ricordano per la sua vicinanza umana alla gente. Da quando, per raggiunti limiti di età, non poteva più svolgere il suo ministero sacerdotale in parrocchia, era cappellano presso il monastero delle Carmelitane Scalze a Sant'Andrea in Villis. “Don Gabriele – si legge in un’accorata nota della diocesi - era anche un profondo conoscitore e amante della montagna”. Tra le altre sue passioni anche la pallavolo e – come detto - la bicicletta. Grande il suo impegno per lo sport: ha infatti fondato l’Unione Sportiva Adriatica, e ha fatto realizzare un campo da calcio a ridosso della chiesa di San Lazzaro.

Don Gabriele – che ha lasciato l’incarico di parrocchiano dodici anni fa, e che il prossimo giugno avrebbe festeggiato i settant’anni di sacerdozio - nel 2014 aveva scritto anche un libro, dal titolo ‘Non solo ricordi ma semi di vita’ (in allegato la copertina). Un testo “dedicato a tutti coloro, e sono tanti - come scriveva il sacerdote -, che hanno messo dei semi preziosi nel mio cuore”. Il libro è significativo sin dalle prime pagine. “Il testo di una canzone recita che il Signore ha messo un seme nel terreno dei mio giardino. Veramente – si legge nel libro di Don Gabriele – di semi nel mio giardino ne ha messi tanti, addirittura un’infinità: le parole illuminanti del suo Vangelo, gli impulsi penetranti della grazia, la prorompente e rassicurante vitalità della fede, l'affascinante dinamica della formazione, sempre in continua e interrotta crescita e tanti e tanti altri semi".

La salma verrà esposta già dal tardo pomeriggio di sabato 11, all'obitorio dell'ospedale Santa Croce. Poi, lunedì alle 9, verrà portata nella parrocchia Gran Madre di Dio dove sarà esposta fino alle 15. A seguire la cerimonia funebre, in quella stessa chiesa in cui si è fatto conoscere e amare. A celebrare il rito sarà il vescovo Armando Trasarti. Don Gabriele verrà ricordato anche durante la messa delle 18 dell’11 febbraio, in occasione della trigesima. Quello stesso giorno, dalle 18 30, verranno proiettati filmati realizzati dal sacerdote stesso sulla sua vita, sulla parrocchia, sulla realizzazione delle vetrate della chiesa.








Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2020 alle 14:09 sul giornale del 13 gennaio 2020 - 1001 letture

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