Fermo: Fermo si riappropria del suo Terminal, spazio moderno e polifunzionale

2' di lettura 01/12/2019 - Fermo- Un dono alla città, un motivo di orgoglio: inaugurato il Terminal.

Sono trascorsi vent’anni da quando Fermo partorì quella creatura chiamata Terminal. Emblema di partenze e di arrivi, simbolo di viaggi, luogo di cultura e di scambi, celebrazione del bello. Un bello che però tarda a manifestarsi, cedendo il posto ad ammassi di catrame, muffa ed infiltrazioni d’acqua. Finalmente, 1º dicembre 2019, viene restituito alla città. “La rifunzionalizzazione del Terminal era il primo punto del nostro programma elettorale insieme alla discesa del Ferro e così è stato”, dice con orgoglio Trasatti, assessore alla cultura. Una struttura al cui interno convivono non una ma ben cinque realtà: la Steat, il Sistema Museo, lo IAT della Regione, il Comune e il bar di un privato. Fondamentali per questa rinascita i fondi europei della Regione Marche ma prima ancora quella fitta attività di progettazione da parte degli uffici lavori pubblici del Comune e la cura da parte del direttore dei lavori Enrico Cisbani. Uno spazio dal sapore e dai contorni “europei” dove cittadini, visitatori, pendolari e studenti potranno sorseggiare un caffè a tavolino, navigare gratuitamente sul web grazie alla rete Wifi, chiedere informazioni o acquistare i biglietti per autobus e musei. Non manca proprio nulla insomma. I box ci sono, lo schermo della transfer c’è, gli stalli all’esterno ci sono. La sala polifunzionale dai cento posti anche, lì pronta per ospitare conferenze, concerti e quant’altro. Ad impreziosire il tutto presto giungeranno una ventina di tele di Sandro Trotti. Come complemento una citazione, quella di lui, Mario, il fotoreporter per anni residente a Fermo che del fotogiornalismo italiano ed europeo scrisse la storia. E’ a Mario Dondero che il Terminal è intitolato. “Vorremmo che questo spazio raccogliesse la tradizione fotografica contemporanea della nostra città”, spiega Trasatti, “pertanto dal 21 dicembre al 1º marzo ospiterà una mostra su Mario Dondero con alcuni fra i suoi scatti inediti; a questa ne seguiranno altre due, una su Luigi Crocenzi e una su Eriberto Guidi”. Il grazie dell’assessore va poi a Cinzia Violoni e Daniele Cudini: “sono loro i pionieri, coloro che tre anni fa con il “Terminal Project” gettarono un faro su questa struttura che versava in condizioni agghiaccianti”. Sedici le telecamere interne ed esterne a circuito chiuso collegate ai vigili urbani poste a custodia di questo gioiellino costato, compresi gli arredi, €300.000. IAT della Regione da subito operativo. Per l’aggiudicazione del bando per il bar invece bisognerà aspettare una settimana. “Uno spazio rimasto da sempre inutilizzato, di cui da sempre la politica si era preoccupata di dire quanto fosse difficile rifunzionalizzarlo viene invece restituito alla città”, conclude il sindaco Calcinaro, “una sfida presa in carico e andata a buon fine”.






Questo è un articolo pubblicato il 01-12-2019 alle 23:08 sul giornale del 03 dicembre 2019 - 391 letture

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