Bambino colpito da meningite: "Non esiste ancora un vaccino per il sierotipo che ha contratto"

3' di lettura 03/10/2019 - Migliora di giorno in giorno il bambino di 10 anni che è stato colpito una settimana fa dalla meningite batterica da pneumococco. Finalmente i genitori e tutti gli amici possono tirare un sospiro di sollievo. Intanto dall'Asur arrivano i referti delle analisi che chiariscono la tipologia del batterio che ha colpito il bambino e come è stato possibile nonostante fosse vaccinato.

"Il bambino ha risposto molto bene alle terapie antibiotiche cui è sottoposto al Salesi, dove si trova ricoverato da venerdì scorso -afferma il presidente della Commissione regionale sanità Fabrizio Volpini- le sue condizioni sono buone e non ci sarebbero complicazioni. La vicenda dunque si sta risolvendo per il meglio e si avvia verso la completa guarigione del piccolo paziente.

Dal laboratorio analisi intanto è arrivata la conferma, in modo più dettagliato e scientifico, di quanto ipotizzato dai medici fin dalle prime ore di diagnosi della meningite. Dal momento che il bambino era stato vaccinato contro il pneumocco, se ha contratto comunque la meningite, con ogni probabilità era perchè quel ceppo non rientrava nel vaccino somministratogli. E in effetti così è. Ma non solo. Il bambino ha contratto un sierotipo per chi non esiste proprio, ad oggi, la vaccinazione.

“Dai laboratori di immunologia clinica del Meyer di Firenze, struttura con la quale collaboriamo, arriva la notizia relativa al caso di meningite batterica da pneumococco che ha recentemente colpito un bambino senigalliese di 10 anni. Il batterio responsabile dell’infezione è uno pneumococco di sierotipo 8, un sierotipo generalmente responsabile di un limitato numero di meningiti e che non poteva in alcun modo essere evitato, visto che il vaccino antipneumococcico effettuato dal bambino in questione protegge da 13 differenti sierotipi (1, 3, 4, 5, 6A, 6B, 7F, 9V, 14, 18C, 19A, 19F, 23F ) ma non dal sierotipo 8 -spiegano i medici Daniela Cimini, Daniel Fiacchini, Vania Moroni, Giada Gori e Daniela Francoletti del Dipartimento di Igiene e Sanità dell'Asur 2- Siamo stati immediatamente avvisati del risultato che pone fine ad ogni nostro dubbio. Appena saputo che si trattava di pneumococco, era evidente che ci saremmo trovati di fronte a uno di due possibili scenari: da un lato la possibilità che si potesse trattare di un fallimento vaccinale, ma ci pareva un’evenienza molto rara, visto che il bambino risultava perfettamente vaccinato con il miglior vaccino disponibile; dall’altro lato la possibilità che a causare l’infezione fosse stato un sierotipo batterico differente rispetto ai 13 da cui il vaccino protegge".

E proprio questo si è verificato, il bambino è stato infettato da uno pneumococco nei confronti del quale al momento non esiste un vaccino. "In base alla sorveglianza dei sierotipi condotta in Europa, è stato stimato che il vaccino 13valente, attualmente utilizzato, copra dal 70 al 100% dei sierotipi che causano la patologia invasiva da pneumococco -concludono i medici- E’ allo studio un vaccino 20valente, che sarà messo in commercio nel prossimo futuro e che estenderà la protezione a 7 nuovi sierotipi (tra cui proprio l’8, responsabile di questo caso di meningite)".






Questo è un articolo pubblicato il 03-10-2019 alle 10:57 sul giornale del 04 ottobre 2019 - 3423 letture

In questo articolo si parla di attualità, vivere senigallia, giulia mancinelli, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bbfC





logoEV