Jesi: Rubano un pc a casa di una 30enne, coppia di ladri assicurata alla giustizia

2' di lettura 11/09/2019 - Il fatto risale allo scorso agosto: le pronte indagini dei Carabinieri di Jesi hanno consentito di individuare ed incastrare la coppia di ladri, due 23enni residenti in città, che avevano rubato il computer di una 30enne jesina entrando dalla finestra. Lei se ne era accorta ed aveva reagito, rimanendo ferita.

Lunedì scorso (9 settembre) la cattura di una coppia di giovani jesini, entrati di soppiatto dalla finestra dell'abitazione di una 30enne, al fine di derubarla. Sono stati raggiunti da due misure di custodia cautelare ai domicialiari emesse dal Tribunale di Ancona, eseguite dai Carabinieri della Compagnia di Jesi su delega della Procura della Repubblica di Ancona: rapina e lesioni ai danni di una 30enne sempre jesina sono i reati contestati ai due giovani.

Le indagini, avviate nell’agosto scorso dai Carabinieri della Stazione di Jesi e dirette dalla Procura della Repubblica di Ancona, hanno permesso di accertare che i due giovani, di cui uno straniero, nel cuore di una notte di fine agosto, si sono introdotti clandestinamente nell’abitazione della donna, attraverso una finestra, per rubarle un PC.

La malcapitata, avvertiti alcuni rumori provenienti dalla finestra del soggiorno, li aveva sorpresi con la refurtiva ed aveva anche tentato di riprendersela. La donna è rimasta anche ferita lievemente proprio perché la coppia ha usato la forza per liberarsi della legittima proprietaria e scappare col computer.

I militari operanti da subito hanno incessantemente attivato tutti gli accertamenti necessari per accertare l’identità dei rapinatori e recuperare il computer portatile rubato.
Dopo ore di lavoro i Carabinieri di Jesi sono riusciti ad individuare i responsabili e a recuperare il PC che è stato sequestrato immediatamente per essere messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Tutti gli elementi raccolti hanno consentito agli investigatori di fornire un quadro esaustivo alla Procura di Ancona, che al termine delle indagini ha appunto chiesto la misura cautelare per gli indagati, emessa dall’ufficio GIP del Tribunale di Ancona e repentinamente eseguita con successo.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 11-09-2019 alle 13:10 sul giornale del 12 settembre 2019 - 520 letture

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