I genitori di Emma Fabini al sindaco Principi: "La sua tranquillità è irrispettosa delle vittime di Corinaldo"

2' di lettura 13/06/2019 - Circa sei mesi fa, come premio per i meritevoli risultati scolastici, abbiamo concesso a nostra figlia Emma il permesso di passare una serata nel locale Lanterna Azzurra, situato nel territorio di Corinaldo, paese di cui Lei è sindaco.

Il permesso è stato dato come giusta ricompensa per il suo esemplare comportamento. Ebbene da quella serata nostra figlia, così come altri quattro ragazzi ed una giovane mamma, non è più tornata. Da allora sei famiglie vivono nella disperazione, con il ricordo dei loro figli che meritavano di vivere la propria vita e di non vederla stroncare da questa assurda tragedia. Ora leggiamo le interviste che lei ha rilasciato, nelle quali si dichiara sereno - beato lei - e tranquillo per il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori.

A noi francamente questa posizione sembra irrispettosa delle vittime e del dolore delle loro famiglie. Aspetti almeno che sia la magistratura a svolgere il proprio lavoro. Lei invece già si auto-assolve, affermando di essere un politico che semplicemente ha messo per ultimo la propria firma su un documento, autorizzando l’agibilità di una struttura all’interno della quale, almeno secondo i periti del Tribunale, c’erano tante, troppe irregolarità nelle procedure autorizzatorie e nella gestione della sicurezza. Afferma anche che sono i tecnici a svolgere questo compito di controllo e che Lei di questi tecnici ha piena fiducia.

Se Lei abbia una qualche responsabilità penale o civile in questa tragedia saranno i giudici a stabilirlo, ma da un punto di vista umano, ci permetta Signor Sindaco, Lei ha mostrato una sensibilità inadeguata alla funzione e ruolo da Lei ricoperto. Sarebbe stato sufficiente esternare la sua vicinanza alle vittime e alle loro famiglie e chiudersi in un silenzio rispettoso. Riteniamo che avrebbe dovuto pensare a quelle giovani vittime o a qualsiasi altro adolescente, parente, amico, conoscente che avrebbe potuto trovarsi lì; ne’ possiamo immaginare che Lei appartenga a quella schiera di persone che, conoscendo le reali condizioni della Lanterna Azzurra, si sono vantate di non mandare i propri figli in un locale sporco, vecchio e fatiscente. In conclusione la salutiamo, Signor Sindaco augurandole di poter convivere con la sua coscienza che nessun Tribunale potrà assolvere.

Ricordandole che il politico è una persona eletta, cioè che si eleva sulla comunità che lo elegge, Le auguriamo di dimostrarsi in grado di svolgere questo ruolo, rappresentando degnamente il paese di Corinaldo.

Fazio Fabini e Angela Tempesta






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2019 alle 16:50 sul giornale del 14 giugno 2019 - 4021 letture

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