Chiaravalle: fallimento Manifattura Tabacchi, nei guai l'ex amministratore che sottrasse 600mila euro

2' di lettura 03/04/2019 - Ex amministratore indagato per aver sottratto 600mila euro nel periodo 2016-2017. Nei guai anche la convivente per un presunto giro di fatture false fatte alla MIT.

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, coordinati dalla locale A.G., all’esito di un’attività di indagine hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, di un terreno e di un’autovettura, acquistati con parte del denaro distratto dal patrimonio della MANIFATTURA ITALIANA TABACCO S.p.A. di Chiaravalle, dichiarata fallita nel dicembre 2017.

Due i soggetti indagati per il delitto di bancarotta fraudolenta prefallimentare: rischia la reclusione fino a dieci anni, l’imprenditore dichiarato fallito che abbia compiuto uno o più atti per nascondere, distruggere o sottrarre, in tutto o in parte, i beni dell’azienda fallita, per diminuire il valore del patrimonio che serve per soddisfare i creditori.

In base a quanto accertato dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona, nel periodo temporale tra il novembre 2016 e il dicembre 2017, l’amministratore unico della MIT, P.C. (classe ’57), ha distratto somme di denaro dal patrimonio della manifattura per un importo complessivo di oltre 600.000 euro.

Dalle indagini è emerso che la sottrazione delle somme di denaro è stata fraudolentemente nascosta da fatture emesse da società che di fatto erano riconducibili allo stesso amministratore e alla sua convivente (D.L. classe ’62) per presunte prestazioni di servizio che, nella realtà, non sono mai state rese alla M.I.T. S.p.A.: in sostanza, a fronte di pagamenti eseguiti dalla M.I.T. S.p.A. non vi è stata alcuna controprestazione della quale la società ovvero la massa dei creditori abbiano potuto giovarsi.

Peraltro, l’analisi dei flussi finanziari estesa sui rapporti di conto corrente intestati alle società utilizzate per “drenare” indebitamente le risorse finanziarie della M.I.T. S.p.A. ha permesso di rilevare che il denaro indebitamente sottratto è stato destinato a soddisfare esigenze personali degli indagati ovvero per l’acquisto, prima della dichiarazione di fallimento della M.I.T. S.p.A., di un terreno ubicato in Ariccia (RM) e di una autovettura oggetto della misura cautelare reale in quanto prodotti del reato.

L’attività svolta evidenzia la particolare attenzione profusa dalla Procura della Repubblica di Ancona e dalla Guardia di Finanza a contrasto della criminalità economica e finanziaria e di tale tipologia di reati che, di fatto, arricchiscono chi li pone in essere, a danno dei creditori delle società fallite, con riverberi negativi sull’economia locale e nazionale.

La situazione del fallimento della storica manifattura aveva scosso l'intera comunità di Chiaravalle. Oggi che si scopre come il fallimento sia stato portato a termine, lo è ancora di più.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2019 alle 16:47 sul giornale del 04 aprile 2019 - 1933 letture

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