+ Europa: "Anche la nostra Regione si schieri contro il decreto Salvini' "

08/01/2019 - Umbria, Toscana ed Emilia Romagna hanno deliberato il ricorso alla Corte Costituzionale per chiedere che si pronunci al più presto sul decreto sicurezza.

Tutte queste regioni, a guida centro sinistra come le Marche, hanno denunciato che cancellare i permessi di soggiorno per motivi umanitari e negare il diritto di residenza ai richiedenti asilo sta creando solo caos amministrativo su molte materie di legislazione concorrente tra Stato e Regioni, come sanità e istruzione, o di competenza esclusiva delle Regioni, come l’assistenza sociale.

Come spiega in un articolo de “Il Manifesto” il noto giurista Luigi Ferrajoli: “Ci sono ancora, in Italia, molte regioni governate da maggioranze democratiche. […] La loro disponibilità a promuovere la questione davanti alla Corte Costituzionale sarà il banco di prova di quanto, al di là delle parole, queste Regioni a guida democratica intendono prendere sul serio i principi costituzionali”.

Anche la Regione Marche deve decidere da che parte stare: se da quella del Ministro dell’Interno Salvini che con le nuove norme crea irregolarità e insicurezza o da quella dei cittadini marchigiani che vivono in una delle regioni più sicure d’Italia e vogliono continuare a farlo.

Secondo una recente analisi del Sole 24 Ore, disoccupazione e sanità preoccupano la popolazione marchigiana più del doppio rispetto all’immigrazione. Ultimo dei problemi, inoltre, per i marchigiani, dopo ambiente e istruzione, è la criminalità.

Dunque, non solo nella nostra Regione le persone non passano le giornate a cercare il capro espiatorio dei propri problemi personali nello straniero, ma nessuno vuole che i diritti di tutti vengano messi in discussione.

Eliminando i diritti degli ultimi non avranno più diritti i penultimi né i primi, ma tutti ne avremo un po’ meno. Eliminare il permesso umanitario ai richiedenti asilo, impedirgli di avere un documento di riconoscimento o la tessera sanitaria non migliorerà la vita dei tanti disoccupati, precari o di coloro che vivono sulla soglia della povertà.

“La Regione Marche non può rimanere con le mani in mano, - dichiara Mattia Morbidoni, coordinatore di Più Europa Centro Marche - mentre lo Stato di diritto rischia di essere smantellato da un decreto ‘insicurezza’ che crea solo irregolarità e nuove forme d’odio, mettendo a rischio la nostra umanità e la nostra civile convivenza”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2019 alle 09:40 sul giornale del 09 gennaio 2019 - 639 letture

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