Senigallia: si rivolge ad una agenzia di finanziamento online ma è una truffa, donna beffata per 5 mila euro

3' di lettura 04/01/2019 - Nei giorni scorsi presso l’Ufficio Denunce del Commissariato di Polizia di Senigallia si è presentata una donna che denunciava un strano caso di truffa subita allorchè la stessa era alla ricerca di un finanziamento.

Il concitato racconto della donna, che fin da subiva ha dichiarato di aver avuto in passato problemi economici personali che non le consentivano di accedere alle classiche linee di credito, ha fatto emergere un quadro piuttosto grave. Infatti la donna ha raccontato di aver avuto bisogno di una cifra piuttosto rilevante, pari a diverse decine di migliaia di euro, ma di aver avuto sbattuto in faccia tante porte da parte dei classici organi di finanziamento. Pertanto si era rivolta a degli strumenti rintracciabili su internet presso soggetti stranieri. Dopo aver intrapreso una intensa ricerca, la donna ha individuato una società finanziaria francese con la quale ha avviato un consistente scambio di mail per avere informazioni sulle modalità e i requisiti per ottenere il finanziamento. Dopo aver ottenuto le necessarie informazioni e considerato che da parte della società non erano state opposte delle difficoltà alla concessione del finanziamento, (anzi le venivano offerte condizioni piuttosto vantaggiose), la donna ha avviato le pratiche per chiedere il finanziamento, anche perché doveva far fronte a dei pagamenti a breve termine.

Dopo l’invio dei primi documenti richiesti dalla società di finanziamento, la donna si è vista rivolgere le prime richieste di versamento online di somme di denaro per diverse centinaia di euro, giustificate da “spese amministrative”, che la stessa ha pagato. Dopo i primi versamenti, la società ha comunicato che sussistevano alcuni problemi per la risoluzione dei quali necessitava un ulteriore versamento. La donna a quel punto, anche per via della estrema necessità e dei tempi ridotti, ha effettuato altri versamenti sperando nel buon esito della pratica. I giorni però passavano e sempre tramite contatti online, alla donna venivano manifestate ulteriori difficoltà circa l'erogazione di tutto l’importo richiesto. A quel punto la donna, che nel frattempo aveva versato una cifra complessiva pari a circa 5.000 euro, ha tentato di contattare telefonicamente qualcuno dei responsabili della società. E' riuscita nell’intento ma subito è stata messa in contatto con diversi “responsabili” ma senza ottenere risposte né tanto meno il finanziamento richiesto.

Dopo alcuni giorni è riuscita a parlare con un soggetto che si presentava come il responsabile della sua pratica di finanziamento che, ulteriormente, le ribadiva la necessità di altro denaro da inviare se avesse voluto ottenere il finanziamento richiesto. A quel punto la donna, disperata, ha capito di esser caduta nella rete di truffatori che, carpendo lo stato di necessità della stessa, hanno tentato di “spillarle” quanto più possibile e che dunque verosimilmente il finanziamento non sarebbe mai arrivato. La donna si è decisa a sporgere denuncia preso il Commissariato di Polizia che ha acquisito tutta la documentazione, nel frattempo raccolta, ed ha avviato gli accertamenti che subito hanno condotto verso Stati esteri sia per quanto attiene alla sede della società in questione che dei soggetti a cui le somme sono state versate.

Sono ancora in corso gli accertamenti per risalire agli autori della truffa. La Polizia precisa che questo modus operandi era già emerso in altri episodi di truffa verificatisi sul territorio italiano che hanno fatto emergere la spregiudicatezza dei truffatori che sfruttano lo stato di bisogno in cui le vittime normalmente si trovano. Per questo motivo si consiglia la massima attenzione di fronte ad episodi simili, specie per chi, per motivi vari, dovesse trovarsi nella difficoltà di accedere ai classici circuiti di finanziamento, ponendo in atto tutti i possibili controlli preventivi ed evitando di prestar fiducia a proposte troppo allettanti o convenienti e, comunque, di rivolgersi ad un ufficio di Polizia qualora dovessero emergere dubbi sulla veridicità dell’offerta.






Questo è un articolo pubblicato il 04-01-2019 alle 16:18 sul giornale del 05 gennaio 2019 - 2289 letture

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