Ancona: Maxi operazione per far brillare l'ordigno ad Ancona. 12.000 persone presto evacuate. Ecco la zona rossa

7' di lettura 26/11/2018 - Domenica 20 gennaio sarà fatto brillare l'ordigno rinvenuto ad Ancona nei pressi del rimessaggio delle Ferrovie dello Stato. Questa la data scelta dall'Amministrazione comunale insieme alla Prefettura e agli artificieri dell'esercito italiano che, dopo la bonifica, rimuoveranno l'ordigno bellico rinvenuto in zona Archi-Stazione il 17 ottobre scorso. 12.000 persone dovranno lasciare le loro abitazioni. Ecco la zona rossa con tutte le vie coinvolte nella maxi operazione

Una decisione maturata dopo una serie di incontri in Prefettura, durante i quali sono stati delineati i punti essenziali della maxi operazione. Un raggio di 800 metri densamente abitati per un totale di circa 12.000 persone che dovranno lasciare le loro abitazioni, attività commerciali e luoghi di lavoro e quant'altro, liberando completamente la “zona rossa”, un' area i cui confini a grandi linee coincidono a est con Porta Pia-Hotel Seaport, a nord con la parte iniziale di via Flaminia all'incrocio con Via Berti, a ovest con Piazza Ugo Bassi – piazzale Camerino e a sud con gli spazi e le vie alle spalle del complesso degli edifici della Regione Marche. Un'area che racchiude al suo interno numerose comunità straniere, con 86 vie interessate, così come spazi portuali, industriali, turistici, la stazione ferroviaria e molte tipologie di servizi che nella giornata del 20 gennaio verranno tutti sospesi.

​​​​​​Gli artificieri cominceranno il procedimento di disinnesco presso il rimessaggio dove è stato rinvenuto l'ordigno, una bomba area inglese, dalle ore 9:00 e termineranno orientativamente attorno alle 19:00. Nelle ore precedenti all'avvio dell'intervento, entro e non oltre le ore 8:00, tutta la zona dovrà essere evacuata dalle persone che vi abitano e lavorano, così come dovranno essere rimossi tutti i veicoli dalle strade, spostati i pescherecci (dal Mandracchio al porto antico), delocalizzati i banchi del mercato ittico, cancellati gli arrivi delle navi con il loro carico di tir e, in definitiva, intrapresi tutti quei provvedimenti finalizzati a lasciare completamente libera la zona in ogni suo spazio nonché interdetta alla circolazione per tutto l'arco di durata dell'intervento, per garantire la totale sicurezza dei cittadini e degli artificieri impegnati nell'operazione.

L'Amministrazione comunale si è trovata a fare fronte ad una emergenza che mai prima si era verificata ad Ancona, costituendo immediatamente un gruppo di lavoro comunale permanente che sta mettendo a punto- in costante confronto con le istituzioni interessate- la complessa macchina organizzativa e che è composto dall'assessore alla Protezione civile e Sicurezza, Stefano Foresi, dalla Comandante della Polizia Municipale Liliana Rovaldi, dal dirigente comunale della Protezione civile e coordinatore del Gruppo, Giacomo Circelli, dal dirigente delle Politiche sociali, Ciro Del Pesce e da vari funzionari dei diversi settori.

Definita l'area da evacuare, che verrà successivamente suddivisa in 4 settori, l'Amministrazione sta lavorando alla definizione di: -punti di raccolta dove fare convergere nelle prime ore del mattino le persone che non dispongono di un mezzo proprio per spostarsi in autonomia (piazza Ugo Bassi, capolinea Flixbus agli Archi e altri da definire); -mezzi di trasporto pubblici gratuiti per effettuare il trasferimento dei cittadini dalla zona rossa ai centri di accoglienza e successivo riaccompagno la sera, al termine delle operazioni (verrà utilizzata orientativamente una ventina di autobus Conerobus); -centri di accoglienza atti ad ospitare durante la giornate i cittadini con i necessari servizi connessi (gli impianti sportivi PalaPrometeo Estra, Palascherma, Palaveneto, Palbrasili ed eventuali altri impianti); -strutture atte ad ospitare persone con disabilità gravi -una comunicazione mirata e capillare – attiva fin da oggi, 26 novembre, con la cortese collaborazione degli organi di informazione - per raggiungere tutti i cittadini e le persone che svolgono attività imprenditoriali e lavorative nell'area interessata, affinché siano tempestivamente ed adeguatamente informate dell'evento eccezionale e possano entrare in contatto con il necessario anticipo con l'Amministrazione comunale per fare presente eventuali particolare esigenze e necessità.

Il numero di telefono dedicato alle persone dell'area interessata è il numero verde 800 65 3413 che risponde negli orari 9-13 dal lunedì al venerdì; in aggiunta fino alle 16 il giovedì e anche nella fascia pomeridiana dalle 15 alle 17 il martedì. Successivamente tali orari verranno ampliati. La linea telefonica – si sottolinea- sarà espressamente dedicata alle persone che vivono e operano nella zona rossa e non fornirà notizie che non riguardino strettamente le operazioni di evacuazione.

Sul sito Internet del Comune verrà attivata una sezione dedicata all'operazione di evacuazione e le comunicazioni viaggeranno anche attraverso i canali social del Comune Al fine di raggiungere le numerose persone straniere che vivono nei quartieri interessati è prevista in tempi stretti la realizzazione e diffusione di un volantino in più lingue per spiegare il funzionamento dello sgombero e dare tutte le indicazioni di riferimento.

Per definire il piano di intervento complessivo e poterne dare attuazione nel modo più efficace possibile, l'Amministrazione -che ha già stilato l'elenco delle vie interessate- ha avviato un censimento della popolazione residente, per individuare attraverso i servizi sociali le famiglie che risiedono nella zona rossa e verificare con anticipo possibili situazioni particolari, come la presenza di persone intrasportabili e ammalati gravi per i quali sarà necessario mettere a punto un trasporto particolare verso postazioni sanitarie in grado di accoglierle e assisterle adeguatamente. Tra le altre azioni in programma una serie di incontri con le diverse comunità straniere, coinvolgendo mediatori linguistici e culturali e anche le istituzioni religiose.

Da parte sua il Comando di Polizia Municipale – che metterà in campo tutte le proprie forze quel giorno- un centinaio di agenti divisi su tre turni- sta mettendo mano al Piano della Viabilità e alle ordinanze necessarie per interdire l'area e per fare defluire veicoli su percorsi alternativi, con particolare attenzione ai mezzi di soccorso. Gli accessi alla zona rossa verranno chiusi con sbarramenti fisici e saranno presidiati dagli agenti. Altre direttive e ordinanze riguarderanno nella giornata del 20 gennaio esercizi commerciali, ristoranti, alberghi e categorie analoghe che dovranno restare chiusi e sgomberi. Così come chiese, moschee e altre sedi di confessioni religiose, cinema, teatri, sedi associazioni, circoli ricreativi e quant'altro. Chiusa ed evacuata per tutta la durata dell'operazione sarà quel giorno la stazione ferroviaria così come verrà interdetta la linea ferroviaria nel tratto di competenza. Saranno le Ferrovie dello Stato Italiane (FSI) , a tempo debito, a dare informazione completa ed esaustiva sui tempi precisi dell'interruzione del servizio e sui servizi alternativi per i passeggeri. Il centro di coordinamento delle operazioni, il 20 gennaio, sarà localizzato presso la Caserma dei Vigili del Fuoco, al confine con la zona rossa.

Sul campo, oltre alla Polizia Municipale e alle forze dell'ordine, ci saranno i volontari delle diverse associazioni della rete di Protezione civile per dare assistenza alla popolazione nelle varie sedi, anche sotto il profilo sanitario con la presenza di Croce Rossa Italiana e Croce Gialla. Per tutti coloro che ne hanno la possibilità, il suggerimento è di lasciare la propria abitazione il giorno precedente, sabato 19 gennaio, trovando accoglienza presso parenti e amici, così da rendere più agevole le operazioni del Piano di evacuazione. Non sarà infatti consentito ad alcuno di permanere nell'ambito della zona rossa che va lasciata entro e non oltre le ore 8:00. Comunicazioni più dettagliate in merito agli orari e agli aspetti organizzativi verranno inoltrate periodicamente nel prossimo periodo.








Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2018 alle 19:42 sul giornale del 27 novembre 2018 - 1138 letture

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